INDUSTRIE A RISCHIO: (2) - PASTORELLI, PROCACCI
INDUSTRIE A RISCHIO: (2) - PASTORELLI, PROCACCI

(adnkronos) - ''Le aree a rischio non sono 18 ma almeno 200'', -ha detto il prefetto Elveno Pastorelli, direttore generale per la protezione civile al ministero degli Interni. ''Sono vere e proprie bombe a orologeria che vanno disinnescate dando ai prefetti il potere di intervenire nei casi piu' urgenti e decentrando le decisioni a livello locale''.

Tra le situazioni piu' ''esplosive'' e' stato citato il caso di Napoli, dove cinque industrie in pieno centro abitato minacciano l'incolumita' di oltre 20mila persone (nell'area piu' critica ci sono addirittura dieci scuole). Ma in pericolo sono anche interi quartieri a Genova, Ferrara, Brindisi, Taranto, Porto Marghera e Falconara. Per disinnescare la miccia, gli esperti del Ministero chiedono lo snellimento e l'applicazione della legge Seveso, l'eventuale delocalizzazione degli impianti piu' a rischio, l'interramento dei serbatoi e, nei casi piu' critici, lo spostamento della popolazione.

Quest'ultima soluzione viene pero' giudicata inammissibile e ''risibile'' dagli ambientalisti. ''La delocalizzazione di alcuni impianti e' irrinunciabile'', sostiene Annamaria Procacci, senatrice Verde e gia' relatrice del disegno di legge per la riforma della Seveso in corso al Senato. ''Lo snellimento di questa legge e' indispensabile, perche' cosi' com'e' stata concepita e' inapplicabile. Putroppo i nostri sforzi per renderla piu' efficace, si scontrano con mille difficolta' e proprio in questi giorni sono stati presentati almeno 80 emendamenti alla proposta. E per le delocalizzazioni e' stato addirittura deciso di stralciare il problema dal testo e di esaminarlo in un altro disegno di legge''.

(ccr/pan/adnkronos)