INDUSTRIE A RISCHIO: IN ITALIA NON ''FANNO NOTIZIA''
INDUSTRIE A RISCHIO: IN ITALIA NON ''FANNO NOTIZIA''

Roma, 15 feb. (adnkronos) - Sono ''bombe''ad orologeria per milioni di persone, ma per la stampa non fanno notizia. Si tratta delle 220 industrie a rischio di incidente rilevante, (per un totale di circa 700 impianti) disseminate in tutto lo stivale. Secondo le stime del ministero dell'Ambiente almeno 100mila italiani sono in pericolo di vita per la vicinanza con questi impianti e oltre un milione corrono il rischio di essere feriti. La legge 175/88, che avrebbe dovuto tutelare almeno le popolazioni e' ancora totalmente disapplicata: cosi' raffinerie, depositi di sostanze chimiche, impianti industriali continuano a convivere con scuole, ospedali, abitazioni. Ma nonostante un allarmante rapporto del Ministero dell'Ambiente e le proteste degli ambientalisti, l'argomento non trova spazio sulle pagine dei giornali.

''L'elettroencefalogramma della grande stampa e' rimasto completamente piatto'', ha detto il verde Massimo Scalia, inaugurando i lavori dell'ennesimo seminario che il Gruppo del Sole che ride ha organizzato su industrie ed aree a rischio. Napoli, Brindisi, Porto Marghera, Volpiano, Trecate, Gela e Priolo sono soltanto alcune delle aree dove il problema e' piu' scottante -hanno detto i relatori- e nelle sole aree ad alto rischio ambientale vive circa il 20 per cento della popolazione italiana.

Il dato piu' allarmante e' comunque la disapplicazione della legge Seveso sui rischi industriali. ''Fino ad oggi -ha detto Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente- siamo riusciti ad avviare appena 21 istruttorie e non ne abbiamo conclusa nessuna. E per le undici aree a rischio di crisi ambientale, in cinque anni e' stato approvato un solo piano di risanamento''. Sotto accusa, per l'esame degli impianti, sono le procedure complicate e farraginose della legge che attualmente e' in corso di revisione al Senato. Del mancato risanamento delle aree a rischio e' invece responsabile la scarsita' di finanziamenti: su 628 miliardi in tre anni ne sono stati erogati 68, appena il dieci per cento. (segue)

(ccr/gs/adnkronos)