RIFIUTI: CERCASI LEGGE PER LE MATERIE PRIME SECONDE (6)
RIFIUTI: CERCASI LEGGE PER LE MATERIE PRIME SECONDE (6)

(adnkronos) -

Vincoli molto severi

Per quanto riguarda il riutilizzo di queste materie e le attivita' di stoccaggio e trattamento, non sono previste particolari procedure: basta rispettare le norme che regolano la gestione della materia prima corrispondente o i materiali assimilabili, nel campo della prevenzione degli infortuni, dell'igiene del lavoro, della prevenzione degli incendi e della tutela dell'igiene e dell'abitato.

Riassumendo: l'Industria sostiene che sara' il mercato a stabilire cosa sia materia prima e cosa invece un rifiuto. E saranno le regioni a decidere con un'ampia autonomia, in un'ottica ''liberoscambista''.

Al polo opposto, l'Ambiente considera tutto come rifiuto e propone un approccio piu' ''statalista'', che limita all'indispensabile lo spazio delle regioni. Sara' scontro tra le due amministrazioni sulle materie prime seconde? ''Non credo proprio -replica Giuseppe Gatti, direttore generale del Mica-. E penso che se riusciamo ad evitare una 'guerra' dei nomi, l'intesa sara' senz'altro possibile. Che si chiamino 'residui di lavorazione' o 'materie prime seconde', -prosegue Gatti- non ha poi molta importanza. Quel che conta e' la disciplina a cui sono assoggettate queste materie. Se risultera' chiaro che sono svincolate dalla legge sui rifiuti e sottoposte a una normativa specifica, allora non dovrebbero esserci troppi ostacoli. Con un po' di buona volonta' da entrambe le parti se ne potra' uscire''.

Acqua sul fuoco dunque. All'Ambiente pero', l'approccio e' diverso. ''I 'rifiuti recuperabili' sono rifiuti a tutti gli effetti -sostengono alla direzione generale del Ministero-. Cosi' dicono le normative europee e cosi' ha stabilito anche la Cassazione''. Il problema, secondo gli esperti, e' piuttosto quello di snellire l'iter autorizzativo per la gestione di quelle sostanze che possono essere riutilizzate in altri cicli. Per questo e' stato previsto che gli operatori di materie prime secondarie siano esentati dall'iscrizione all'Albo degli smaltitori. Al Mica ribattono che con l'intenzione di semplificare, in realta' si complicano le cose: ''L'iscrizione agli elenchi regionali prevista nel decreto del ministero dell'Ambiente -spiegano- crea un gran confusione, perche' per avere un quadro d'insieme occorrera' conoscere i 22 elenchi regionali''. (segue)

(ccr/gs/adnkronos)