RIFIUTI: ''NON FACCIAMONE UNA GUERRA'' DICONO ALL'INDUSTRIA
RIFIUTI: ''NON FACCIAMONE UNA GUERRA'' DICONO ALL'INDUSTRIA

Roma, 15 feb. (adnkronos) - Industria e Ambiente sono divisi sulla questione delle materie prime seconde? ''Non facciamone una guerra'', sdrammatizza subito Giuseppe Gatti, direttore generale del Mica. ''L'intesa e' possibile -aggiunge- e' solo questione di buona volonta'. L'obiettivo deve essere quello di favorire al massimo il riutilizzo dei rifiuti. Per noi questo potra' avvenire incentivando il passaggio dalla condizione di 'scarto' a quella di 'materia da riutilizzare', in una concezione dinamica, svincolata da classifiche e che punti all'ottimizzazione del riuso anche come fonte energetica''.

Ma il ministero dell'Ambiente prevede elenco di 'rifiuti riutilizzabili' molto circoscritto. E' un problema?

''Piu' che altro c'e' il rischio che una casistica troppo minuziosa finisca con l'escludere qualcosa, anche perche' un censimento preciso, puntuale, completo e senza errori e' di fatto un'impresa impossibile. E se la classificazione risultasse indispensabile, noi preferiremmo farla contestualmente a quella della comunita'. Anticipare solo in parte i contenuti la direttiva Cee 91/156 (che andrebbe comunque recepita entro aprile ndr), puo' creare discrasie, mentre il problema va affrontato in modo complessivo''.

Ritiene che la proposta dell'Ambiente sia inconciliabile con la vostra?

''No, anche se abbiamo alcune perplessita'. La prima riguarda la mancanza di chiarezza sulla differenza fra rifiuti e materie prime seconde. Il decreto del ministero dell'Ambiente non traccia confini precisi e quest'incertezza rischia di mettere in difficolta' gli operatori anche sotto il profilo penale. Il secondo problema riguarda gli scambi intracomunitari e la classificazione dei rifiuti. Se sono materie prime seconde diventano esportabili e trasportabili. Se sono rifiuti questo e' praticamente impossibile. Allora occorre una grande attenzione a come si classifica, per evitare di penalizzare scarti che potrebbero essere esportati e venduti come materiali da riutilizzare''.

A suo giudizio e' possibile arrivare ad un'unica soluzione?

''Si, a condizione di non incaponirsi sui termini e di andare alla sostanza delle cose. La filosofia di fondo del provvedimento del Mica e' di favorire al massimo il riutilizzo dei rifiuti e credo che questo sia ampiamente condiviso dal ministero dell'Ambiente. Adesso si tratta di superare alcuni punti di frizione, ma credo che gli incontri tecnici in corso stiano spianando la strada. Se non ci saranno inconvenienti, dovremmo farcela entro febbraio''.

(ata/gs/adnkronos)