CINEMA: BRANDON LEE, OMICIDIO O FATALITA'
CINEMA: BRANDON LEE, OMICIDIO O FATALITA'

WILMINGTON, 2 apr - (adnkronos) - Assurda fatalita' oppure omicidio, con un assassinio che sembra uscito di peso dalle pagine di un libro giallo? E' questo l'interrogativo tutt'altro che assurdo - come si capisce dalle parole dello stesso capo della polizia di Wilmington nel Nord Carolina - che incombe sulla morte sul set di Brandon Lee, il figlio 28enne del mitico Bruce, anche lui scomparso in un alone di mistero. Anche se ci vorra' una settimana almeno prima che tutte le analisi diano i risultati necessari, gli investigatori trattano il caso della morte di Brandon, nascente sex symbol maschile di Hollywood, come un caso di morte accidentale: ma vorrebbero sapere come e' partito quel proiettile calibro 44 che durante l'autopsia il medico ha trovato impiantato nei pressi della colonna vertebrale e che ha ucciso il giovane attore.

A prima vista la spiegazione logica e' che si sia trattato di un incidente, ma anche la negligenza puo' aver avuto il suo peso e il dolo non lo si puo' escludere a priori. Per capire meglio il perche' di queste tre possibilita' bisogna spiegare come il capo della polizia ritiene che possa essere avvenuto l'incidente. Una volta arrivati sul set, i poliziotti hanno recuperato sia la pistola che ha sparato il colpo assassino sia due bossoli: uno di un colpo a salve, quindi senza proiettile, l'altro di un cosidetto ''dummy'', cioe' di cartuccia con proiettile finto. Quest'ultimo tipo di colpo viene usato per i ''close up'', i primi piani dell'arma, in modo che lo spettatore abbia la sensazione di vedere proiettili veri nel tamburo dei revolver. (segue)

(cab/zn/adnkronos)