BAGNOMARIA
BAGNOMARIA

(adnkronos) - ''E' per questi motivi che le Usl oggi non sono in grado di garantire in maniera efficace la tutela ambientale -prosegue Clini-. Perche' pur potendo disporre di personale e mezzi, tengono a bagnomaria i servizi di prevenzione che non 'rendono' dal punto di vista politico, mentre gli ospedali sono grandi aziende che assicurano un potere 'vero' con le assunzioni e gli appalti. La prevenzione invece incide sul territorio e spesso entra in contrasto con interessi industriali''.

Prevenzione a bagnomaria

''Questa analisi mi trova d'accordo -afferma Carlo Ripa di Meana, gia' ministro dell'Ambiente e attuale portavoce dei Verdi-. Oggi i controlli ambientali delle Usl sono quasi sempre dei 'non-controlli', un servizio reso con la mano sinistra. Insomma, delle semplici attribuzioni formali, che si svolgono in condizioni di grande approssimazione scientifica e che si scontrano con le priorita' che vengono date agli aspetti sanitari. Probabilmente non e' cosi' ovunque. Ma sicuramente in tutt'Italia vi e' una lotta impari tra gli interessi ambientali e quelli della salute questi hanno regolarmente travolto i primi''.

''Non c'e' motivo al mondo per cui la prevenzione e i controlli ambientali, debbano dipendere dal ministero della Sanita' e non da quello dell'Ambiente -aggiunge Rosa Filippini parlamentare socialista e primo firmatario di un disegno di legge che prevede la creazione di un'Agenzia nazionale per i controlli ambientali-. Quel dicastero e' stato creato appositamente, anche se poi gli strumenti operativi sono rimasti alla Sanita'. Ed e' chiaro che una struttura come quella sanitaria finisce per dare un'attenzione forzatamente marginale ai problemi ambientali. E anche se le Usl funzionassero (ma in realta' non funzionano) il problema rimarrebbe perche' le strutture per i controlli ambientali, da 15 anni a questa parte, sono rimaste sempre le stesse, senza mezzi e personale sufficiente''. (segue)

(arc-ccr/zn/adnkronos)