OCCUPAZIONE: DALL'AMBIENTE (2)
OCCUPAZIONE: DALL'AMBIENTE (2)

(adnkronos) - L'ambiente e' un serbatoio di nuova occupazione, ma il Governo non sa sfruttarlo. Le critiche vengono dalla Legambiente che ha nuovamente presentato un contro-piano sull'occupazione. ''Il piano salva-lavoro di Amato e' sostanzialemnte un'occasione mancata perche' non compie alcuna scelta selettiva per incentivare i settori industriali piu' innovativi, sostiene il presidente dell'associazione Ermete Realacci. Il dato piu' negativo - osserva ancora Realacci - e' che quel piano si fonda in larghissima misura sulle grandi opere pubbliche e sul cemento. E gia' oggi l'Italia e' sommersa dal cemento con un consumo record di 800 chilogrammi pro capite l'anno, il doppio della media degli altri paesi europei''.

Il contro-piano di Legambiente prevede 350mila nuovi posti di lavoro con un investimento complessivo per il 1993 di circa 11mila miliardi. I settori da privilegiare sono, secondo l'associazione, quelli per migliorare la qualita' della vita nelle aree urbane (trasporti, riqualificazione centri storici, interventi di coibentazione degli edifici); la manutenzione del territorio (riforestazione, assistenza all'agricoltura) e il risparmio energetico.

Dal legame ambiente-occupazione non e' comunque possibile escludere il tema dello sviluppo nei paesi industrializzati, ma anche e soprattutto in quelli del Terzo Mondo. Lo ha sottolineato Ajil S.Bhalla, dell'Organizzazione internazionale del lavoro, che ha presentato il suo libro su 'Ambiente, occupazione, sviluppo' nel corso del seminario. Il libro descrive con numerosi esempi e tabelle le ripercussioni delle politiche ambientali sull'occupazione nel mondo occidentale e nei paesi in via di sviluppo.

(ccr/gs/adnkronos)