REFERENDUM AMBIENTE: USL O AGENZIA? (11) - IL VUOTO LEGISLATIVO
REFERENDUM AMBIENTE: USL O AGENZIA? (11) - IL VUOTO LEGISLATIVO

(adnkronos) -

Il vuoto legislativo

Ma c'e' veramente questo pericolo che si crei un vuoto legislativo, se dovesse passare la linea del ''Si'''? Rosa Filippini non ha dubbi: ''Non ci sara' alcun vuoto, perche' dopo la recente riforma sanitaria, i pmp non sono piu' alle dipendenze delle Usl, ma sono organizzati in dipartimenti regionali di prevenzione. Certo, questa ''riforma'' non basta a risolvere il problema. Ma serve ad allontanare il pericolo di un blocco delle attivita' di controllo e prevenzione, che possono andare avanti come e' avvenuto finora. Se, invece, dovesse intervenire una riforma possono soltanto migliorare. Per quanto riguarda l'approvazione in tempi brevi del nuovo disegno di legge, le premesse sono favorevoli, visto che e' stata sottoscritta da quasi tutte le forze politiche''.

''Anche secondo me non dovrebbero esserci grossi problemi -aggiunge Ripa di Meana- Intanto perche' c'e' gia' una proposta di legge presentata per creare un'agenzia nazionale ed agenzie regionali per la prevenzione e i controlli ambientali. E poi perche' con il decreto di riforma sanitaria il Governo e' gia' intervenuto in questo settore. Mi pare che ci sia un trend per cui non dovrebbero mancare soluzioni di continuita'. Comunque si vedra' dopo il referendum. Per il momento mi sembra importante reagire davanti a questa condizione di grande insufficienza, votando si'''.

''Il problema di un vuoto era molto piu' serio al momento in cui il referendum fu proposto -sostiene anche Caravita-. Ma poi e' intervenuto il decreto sulla riforma sanitaria e quindi il rischio di una 'vacatio' e' molto minore. Rimane il fatto che l'effetto combinato referendum-riforma sanitaria, produce un sistema piuttosto ambiguo e sara' indispensabile arrivare ad una legge che razionalizzi la situazione. Nell'attesa, gli organismi attuali possono continuare a funzionare. Quindi il rischio del 'vuoto' c'e' ma non e' fortissimo, prima di tutto perche' ci sono 60 giorni di tempo per fare una legge. Poi perche' il decreto di riforma sanitaria prevede gia' innovazioni in questo settore. E infine, a mio giudizio, se il referendum passa, anche se non si riesce ad approvare un altro provvedimento e anche se le regioni dovessero rimanere inadempienti, le Usl potranno comunque continuare a fare i controlli, seppure in un regime di precarieta' che non e' l'ideale''. (SEGUE)

(ARC-CCR/ZN/ADNKRONOS)