REFERENDUM: UN ''PALCOSCENICO'' PER I DUE FRONTI (2)
REFERENDUM: UN ''PALCOSCENICO'' PER I DUE FRONTI (2)

(Adnkronos) - ''Se si vogliono vere riforme -spiega da parte sua il segretario di Rifondazione Comunista, Sergio Garavini- non ci si puo' affidare al fronte del 'si'' che e' composto dai partiti che hanno governato finora''. D'altra parte, ''proprio questi partiti -prosegue- non sono riusciti in undici mesi a fare una legge elettorale, chi ci assicura che ci risciranno in pochi mesi?''.

Tocca invece al leader della lega Umberto Bossi tirare acqua al mulino del fronte del 'si''. E invita a votare 'si'' perche' l'insieme dei referendum e' ''antistatalista'' e rappresenta ''la rottura di un vecchio tipo di economia''. In sostanza, dice Bossi, votare 'si'' al referendum significa ''deregulation''. Il leader del Carroccio, dopo aver accusato l'msi di ''non aver dimostrato di essere contro il regime'' (il dibattito ha registrato un continuo battibecco tra Bossi e Fini), si dice convinto che il 'si'' abbia gia' stravinto, ''almeno nella parte piu' avanzata del paese''.

Dal palcoscenico del teatro Parioli invita a votare 'si'' anche Marco Pannella, perche', spiega, ''rappresenta un passo in avanti importante per una lenta e sicura trasformazione e per una chiusura di tutti i partiti''. Pannella sottolinea poi che ''il proporzionalismo continentale ha portato ad esperienze negative'' e, rivolgendosi a Fini, ricorda che ''l'unica volta che la Camera ha votato sull'uninominale secca e' stata su proposta di Mussolini''. (segue)

(arc/gs/adnkronos)