ANDREOTTI: COME SI DIFENDE NELLA CONTROMEMORIA
ANDREOTTI: COME SI DIFENDE NELLA CONTROMEMORIA

Roma 15 apr -(Adnkronos)- La contromemoria difensiva di Giulio Andreotti per rispondere alle nuove accuse di Francesco Marino Mannoia e Tommaso Buscetta sara' consegnata personalmente dall'ex Presidente del Consiglio alla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato.

Preparata insieme all'avvocato Odoardo Ascari la memoria e' lunga una quindicina di pagine. Al suo interno il leader democristiano ribatte punto per punto alle accuse di Mannoia e Buscetta. L'Adnkronos e' in grado di anticiparne il contenuto nei suoi passaggi piu' importanti.

La tesi, riportata da Mannoia, secondo cui dall'87 in poi Andreotti non avrebbe piu' avuto alcun rapporto con Cosa Nostra, anzi l'avrebbe combattuta, contrasta con le accuse rivolte allo stesso Andreotti dal pentito Gaspare Mutolo. Mutolo infatti sostiene che l'asse Lima-Carnevale-Andreotti sarebbe andatO avanti fino alla vigila della sentenza della Cassazione sul maxiprocesso, cioe' fino ai principi del '92.

Altro passaggio chiave dellE accuse dei pentiti, e' la tesi secondo la quale Andreotti, pur non essenDo un mafioso, sarebbe staTo comunque un fedele collaboratore del gruppo Bontade, Inzerillo, Badalamenti, tanto che Bontade avrebbe detto chiaramente ad Andreotti: ''qui in Sicilia comandiamo noi''. Nella contromemoria questa tesi viene confutata e viene posta questa domanda a magistrati e pentiti: se Andreotti ha avuto un rapporto cosi' stretto per 15 anni con i vertici di Cosa Nostra, evidentemente deve aver compiuto degli atti e fatto delle cose con e per i mafiosi. Ebbene, secondo la tesi difensiva, Buscetta e Mannoia non rivelano un solo episodio concreto in cui Andreotti si sia adoperato a favore degli ''uomini d'onore''. (segue)

(Rao/ZN/ADNKRONOS)