M.O.: REAZIONI PALESTINESI A RABIN
M.O.: REAZIONI PALESTINESI A RABIN

Gerusalemme, 15 apr. (adnkronos/dpa )- ''Fino a questo momento i palestinesi non hanno alcun buon motivo per tornare al tavolo dei negoziati''. Con questo commento, ''An-nahr'', il principale quotidiano dei territori, ridimensiona le ottimistiche previsioni degli analisti sulla ripresa il 20 aprile delle bilaterali di Washington, seguite all'incontro di ieri ad Islamilia tra Hosni Mubarak e Yithzak Rabin. Dello stesso tono e' stata oggi la dichiarazione resa da uno dei consiglieri della delegazione palestinese alle consultazioni. ''E' difficile per noi -ha detto Ziad Abu Zeyad- ignorare il blocco forzato dei territori, imposto da Israele alla fine di marzo, che impedisce a 120mila arabi di recarsi a lavoro e rimuovere il problema irrisolto dei 396 deportati a sud del Libano. Se lo facessimo alimenteremmo il malcontento gia' dilagante. E potrebbe essere rischioso''. I palestinesi di Gaza e Cisgiordania, confermano gli osservatori locali, hanno perso fiducia nel processo di pace, negli esiti che i negoziati promettevano alla conferenza di Madrid, nell'ottobre del 1991.

Quanto alla buona disponibilita' di Rabin ad ''accettare'' le risoluzioni 242 e 338 delle Nazioni Unite e a riesumare il principio della ''terra in cambio della pace'', continua a prevalere una diffusa diffidenza tra gli arabi dei territori. Il premier israeliano, ha sottolineato Abu Zeyad, e' stato ambiguo. Ha tenuto a precisare che Tel Aviv potrebbe arrivare a riconoscere le risoluzioni soltanto una volta raggiunto un accordo di pace permanente. Il che significa in sostanza che non e' disposta a discuterle in sede negoziale. Rabin insomma non ha offerto niente di nuovo. (segue)

(iac/gs/adnkronos)