CRAXI: INVIA (2)- TEOREMA GIA' PRESCELTO
CRAXI: INVIA (2)- TEOREMA GIA' PRESCELTO

(Adnkronos) - Secondo Craxi ''i pubblici ministeri milanesi hanno pervicacemente fatto ricerca di una pretesa notizia di reato sulla quale poter costruire il teorema evidentemente gia' prescelto. Siffatta metodologia la dice lunga sul fumus persecutionis giacche' esso, gia' insito nella costruzione di una accusa manifestamente infondata, e' innegabile allorche', in un contesto minatorio, come quello legato a scarcerazioni anche immediate di chi si fosse reso disponibile a rendere le dichiarazioni desiderate dagli inquirenti, si riesca nel tentativo o semplicemente si tenti di selezionare le notizie di reato e di dotarle di un contenuto piuttosto che di un altro''.

Secondo Craxi l'aspetto ''piu' grave e' rappresentato dall'uso strumentale del carcere per ottenere confessioni sia contro gli stessi rei confessi e sia contro gli altri, e quindi anche contro di me e a sostegno del teorema accusatorio costruito contro di me''. ''Ed appare certo significativo che troppo spesso le confessioni e le chiamate in correita' 'sollecitate' dagli inquirenti siano in tutto corrispondenti alle ipotesi accusatorie. Troppe regole sono continuamente violate, troppo spesso gli inquirenti agiscono senza rispettare le norme previste dalla legge''.

''Per sfuggire da un trattamento difficilmente sostenibile sul piano psicologico e affettivo, e causa di irrimediabili danni alla reputazione l'inquisito e' cosi' costretto a confermare con le sue dichiarazioni il 'teorema' investigativo spesso autoaccusandosi o accusando altri''. (Segue)

(Gug/BB/ADNKRONOS)