RIFORME: SPADOLINI GUARDA AL ''PARTITO DELLA DEMOCRAZIA''
RIFORME: SPADOLINI GUARDA AL ''PARTITO DELLA DEMOCRAZIA''

Roma, 19 Mag. (Adnkronos) - ''Oggi e' tutto piu' difficile perche' la parola destra e la parola sinistra non hanno piu' il valore che avevano una volta e non segnano neanche piu' nettamente i confini. E c'e' un affollamento a sinistr che rischia di lasciare sguarnito il centro''. Lo scrive il presidente del senato, giovanni Spadolini, in un articolo che vera' pubblicato domani da ''Il messaggero''.

''C'e' tutta un'area di democrazia laica e riformista -afferma il presidente del senato- che non si e' potuta mai esprimere compiutamente nel regime proporzionale del dopoguerra per le correzioni o per i freni che le emergenze internazionali hanno via via apportato all'esplicazione globale del proprio pensiero. Oggi si tratta di individuare un punto che consenta a quelli che erano i seguaci della terza forza di una volta di ritrovarsi nel segno del nuovo, col sistema maggioritario, in uno schieramento che possa determinare i futuri equilibri del sitema parlamentare corretto. Una volta parlai di 'partito della democrazia'. Le formule cui si guarda adesso non sono troppo lontane''.

Spadolini conclude il suo articolo sottolineando che ''l'unico che aveva capito la necessita' dell'alternanza e che pago' questa intuizione con la vita fu Aldo Moro. Inserendo i comunisti di allora, gia' impegnati nel profondo processo di trasformazione impostato da Berlinguer, nella maggioranza parlamentare, e sottilmente distinguendo la maggioranza parlamentare da quella di governo, Moro aveva avviato un processo di ricomposizione delle forze politiche che le BR riuscirono a spezzare. Non si sapra' mai con quali complicita' e con quali adesioni, anche di segno opposto''.

(Gug/gs/Adnkronos)