MANI PULITE: PUNTO DELLE INDAGINI (3)
MANI PULITE: PUNTO DELLE INDAGINI (3)

(Adnkronos) - In carcere nega anche Cappellini: quei 50 milioni -dice l'ex segretario milanese del Pds- li ho presi perche' pensavo provenissero dalle cooperative. Ne' ho mai saputo nulla -avrebbe aggiunto- degli appalti Sea e tanto meno ne ho parlato con altri dirigenti del partito. Alla cordata si aggiunge anche Giovanni Donigaglia. L'imprenditore, titolare della cooperativa costruttiva Argenta, accusato di corruzione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti ''perche' prometteva denaro al tesoriere del Pds, Stefanini'' risponde che le cosiddette tangenti non sono che contribuiti dati al partito sotto forma di pubblicita' regolarmente registrata. In tutto 850 milioni, dall'88 ad oggi. Una tesi sostenuta dalle 14 alle 18 davanti al giudice per le indagini preliminari Italo Ghitti, poi, per Donigaglia, si sono aperte le porte del carcere di san Vittore.

Da stamane, comunque, i magistrati milanesi sono impegnati a riscontrare le dichiarazioni registrate fino ad oggi nel'ambito del filone rosso. Non a caso, da ore, il sostituto procuratore Antonio Di Pietro sta interrogando Alberto Zamorani, il vice direttore generale dell'Italstat, la societa' che acquisi' in toto l'appalto per Malpensa 2000. Un appalto poi diviso tra le imprese del consorzio capeggiato da Paolo Pizzarotti. Zamorani, dunque, e' probabilmente l'unico a poter parlare di una eventuale trattativa romana che avrebbe preceduto la ripartizione dei lavori.

(Nsp/zn/adnkronos)