I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Mosca. E' in preparazione un summit fra il presidente americano Bill Clinton e quello russo Boris Eltsin per l'11 e il 12 gennaio prossimi. Lo ha reso noto l'agenzia russa Interfax, citando un alto funzionario del ministero egli Esteri russo al termine del colloquio a Mosca fra il segretario di Stato americano Warren Christopher e il suo omologo russo Andrei Kozirev, incentrato sui rapporti bilaterali e le crisi nelle repubbliche dell'ex Urss. Il summit, ha spiegato l'alto funzionario, seguira' il vertice Nato. Christopher, che nei prossimi giorni si rechera' in Ucraina, Bielorussia e Kazakistan, e' il primo esponente del governo di Washington a recarsi a Mosca dopo gli scontri della Casa Bianca, e la sua visita suona come un ulteriore sostegno al governo di Eltsin dopo quello manifestato da Clinton al momento della crisi.

Tblisi. Le forze del governo georgiano sono riuscite oggi ad infliggere una pesante sconfitta ai ribelli fedeli al deposto presidente Zviad Gamsakhurdia riprendendo il controllo della strada e dello snodo ferroviario di Samtredia. Le forze governative hanno proseguito la loro offensiva in direzione di Abasha, una citta' situata lungo la strada che porta a Poti, il porto del Mar Nero caduto in mano ai ribelli. I ribelli hanno ricevuto l'ordine di ripiegare in direzione delle montagne, senza cedere le armi. Samtredia occupa una posizione strategica: la strada e la ferrovia che collegano il porto di Poti con la capitale Tblisi attraversano infatti proprio la citta'.

Belgrado. Continuano le proteste dell'opposizione serba contro la decisione del presidente Slobodan Milosevic di indire elezioni anticipate. Reazioni pero' che secondo gli osservatori locali non sarebbero tali da escludere la partecipazione al voto. I partiti di opposizione - che non hanno ancora definitivamente deciso se partecipare o meno - accetterebbero infatti la sfida di Milosevic in cambio di alcune condizioni che assicurerebbero a tutte le parti in campo le stesse possibilita' nell'organizzazione della campagna elettorale.

Johannesburg. Insigniti la settimana scorsa del Premio Nobel per la pace 1993 a sostegno delle riforme democratiche in Sudafrica, il leader dell' ''African national congress'' (Anc) Nelson Mandela ed il presidente sudafricano Frederik De Klerk tornano ai ferri corti. Mandela ha dato del ''terrorista'' a De Klerk per aver ordinato il raid delle Forze di difesa sudafricane (Sadf) contro un covo dei terroristi neri dell'Apla (Esercito di liberazione del popolo azano) nel pseudostato tribale indipendente Sudorientale del Transkei costato l'8 ottobre la vita a cinque giovani. ''Sorvolo su questi maligni attacchi e spero lui faccia altrettanto -ha replicato De Klerk- una circostanza sfortunata ha voluto che morissero dei giovani'' nel blitz ad Umtata, capitale del Transkei. ''De Klerk non ha avuto nemmeno la decenza di scusarsi, dimostrandosi assolutamente insensibile alle vite dei neri'', ha replicato ancora Mandela. (segue)

(Dis/Gs/Adnkronos)