MANI PULITE: IL PUNTO DELLE INDAGINI (2)
MANI PULITE: IL PUNTO DELLE INDAGINI (2)

(Adnkronos) - Ma, ha fatto notare quest'oggi il Tribunale della liberta' ''gli esponenti dell'Eni che avrebbero posto in essere gli atti illeciti non risultano essere stati interrogati in qualita' di indagati sui fatti di causa, ne' risultano essere state svolte indagini dirette a chiarire le modalita' dell'illecito intervento da essi attuato con il vice presidente della Padana affinche' lo stesso 'facesse un favore a Molino amico di Pomicino' e la correlazione di tale intervento a compiti istituzionali da essi svolti quali incaricati di pubblico servizio''. Quindi, sentenzia il Tribunale della liberta' ''se non si individuano i comportamenti di corruzione dei soggetti Eni, le scelte della Padana SpA, soggetto di assoluta natura privatistica, non sono suscettibili di valutazione penale nell'ambito dei reati contro la pubblica amministrazione''.

Proseguono infine le indagini sui presunti illeciti finanziamenti al Pci-Pds. Lunedi' 18, ma la notizia la si e' appresa solo quest'oggi, la guardia di finanza ha perquisito l'appartamento di Marco Ferrari, l'immobiliarista che vendette a Primo Greganti l'immobile di Via Tirso, 83 a Roma. Proprio nell'abitazione del Ferrari gli agenti hanno trovato la bozza dell'originale di compravendita, dattiloscritta a macchina, firmata dal solo Greganti. Nel documento presentato dalla Procura di Milano (una fotocopia del preliminare di compravendita) comparivano invece tre firme: quella del Greganti e quella di Mario e Fabrizio Ferrari. Gli inquirenti, inoltre, stanno disponendo indagini sull'utilizzo da parte dello stesso Ferrari, del denaro ricevuto in nero dal Greganti proprio per quell'appartamento: circa un miliardo.

(Nsp/Pan/Adnkronos)