MANI PULITE: IL PUNTO DELLE INDAGINI
MANI PULITE: IL PUNTO DELLE INDAGINI

Milano, 22 ott. (Adnkronos) - Sara' una ''sfilata'' d'eccezione quella che aprira' il primo grande processo di Mani pulite dedicato all'affaire-Enimont. Tutti i piu' grandi nomi della politica e dell'economia del Paese, infatti, sono stati chiamati a presentarsi, giovedi' prossimo, nell'ambito del procedimento contro il finanziere milanese Sergio Cusani. Sono 60 i big convocati dalla procura della Repubblica: 34 in veste di coindagati in procedimento connesso, e 26 come persone informate dei fatti.

A far parte del primo gruppo sono, innanzitutto, tutti e cinque gli ex segretari del pentapartito: l'on. Bettino Craxi, Renato Altissimo, Giorgio La Malfa, Carlo Vizzini, e Arnaldo Forlani. Con loro compariranno anche gli onorevoli democristiani Luigi Baruffi, Paolo Cirino Pomicino e il sen. Severino Citaristi. Ma al processo ci saranno anche i vertici di Montedison: Giuseppe Garofano, Carlo Sama, Vittorio Ricci. Ne' mancheranno l'ex presidente vicario del Tribunale di Milano, Diego Curto', attualmente detenuto nel carcere di Verziano, e Giuseppe Palladino, Bruno Pazzi, ex presidente della Consob, il commercialista milanese Pompeo Locatelli, il finanziere Gianni Varasi, Carlo Croce e Franco Ambrosio. A testimoniare saranno inoltre i grandi capitani della finanza italiana tra cui l'attuale presidente della Montedison Guido Rossi e i figli del defunto Franco Piga, Emanuele e Maria Cristina.

Intanto il Tribunale della liberta' infligge un ennesimo duro colpo al pool di Mani pulite. Il collegio del riesame presieduto dal giudice D'Avossa (lo stesso che la settimana scorsa ha scarcerato Marco Fredda e Primo Greganti) ha disposto quest'oggi la scarcerazione immediata dell'ex vice presidente della Padana Assicurazioni, Roberto Araldi. Durissima la motivazione. Araldi, infatti, era stato arrestato il 18 ottobre scorso con l'accusa di concorso in corruzione aggravata. A chiamarlo in causa era stato il finanziere Aldo Molino il quale aveva riferito che tramite tre funzionari dell'Eni (Barbaglia, Meomartini e Cicconi), Araldi aveva stipulato contratti ''illeciti'' a favore del democristiano Cirino Pomicino e di Gianfranco Troielli (Psi). Quanto basta, per la Procura di Milano, ad arrestare Araldi. (segue)

(Nsp/Pan/Adnkronos)