LEGA: ROCCHETTA, NON CI RESTA CHE CHIEDERE LE FOTO IN PIAZZA
LEGA: ROCCHETTA, NON CI RESTA CHE CHIEDERE LE FOTO IN PIAZZA
MAI DEFINITO 'PENNIVENDOLO' ALCUN GIORNALISTA

Roma, 22 ott. (Adnkronos)- ''No, proprio no. 'Pennivendoli' a Napoli io non l'ho detto a nessuno. Ho ricordato quei due giornalisti di 'Sud' che non sono un bel modello... Eppure stamattina qualche giornale cosi' ha scritto''. Franco Rocchetta, presidente federale della Lega Nord e' reduce dalla due-giorni di debutto a Roma e della campagna elettorale del Carroccio al centro di mille polemiche. ''A questo punto -dice all'Adnkronos ultimata la lettura delle cronache di ieri- invoco una cosa: le foto di quelle due piazze''.

Rocchetta si dice ''molto soddisfatto e felice'' degli esordi nei due capoluoghi del Centro-Sud perche' ''le migliaia di persone venute a sentirici'' testimoniano che ''la gente ha capito che la nostra forza sta nel dialogo e non in presunti proclami di secessione o in alcuni slogan un po' esagerati di Miglio''. Contro questi, secondo Rocchetta, si e' rivolta ''la contestazione di ieri'' ma che si e' svolta in ''maniera ben diversa da come e' stato riferito in prevalenza''. ''La stampa -dice Rocchetta- sta ripetendo a Roma e nel Sud lo stesso errore commesso al Nord 15 anni fa: minimizza e ridicolizza la Lega''. Da qui, la conferma di ''una sorpresa al momento oppottuno'' confezionata dalla Lega per i giornalisti.

Il presidente del partito di Bossi contesta nuovamente le cifre riferite su Napoli dai quotidiani. ''Cinquemila a Napoli sono sicuri e diecimila non sono ridicoli. D'altra parte, ieri sera in piazza abbiamo raccolto 2 mila firme in due ore. Io non dico che sono tutti elettori leghisti, dico che c'erano migliaia di persone che volevano starci a sentire e capire chi siamo''. Molti, pero' erano li' per contestare. ''Per contestare, semmai, l'immagine della Lega che viene a loro fornita. Io ho parlato con molti di loro. Scontri fisici non ce ne sono stati. E confermo quello che ho detto ieri. Ho parlato di 'nazi-comunisti' perche' ho visto pugni chiusi e mani aperte e sentito cantare 'Faccetta nera'. E definisco anche oggi 'khomeinista' quel giornalista che ritiene impossibile la contaminazione malavita-autonomia, in quei gruppetti di facinorosi che impediscono con la violenza la raccolta di firme alla Lega''.

(Tor/Pan/Adnkronos)