RAI: DEMATTE' SU CRITERI NOMINE (2)
RAI: DEMATTE' SU CRITERI NOMINE (2)

(Adnkronos) - Nell'intervista al settimanale, Dematte' affronta anche la questione del sistema televisivo italiano. ''Nessun paese moderno -sostiene, infatti- puo' sopportare questo livello di concentrazione televisiva. Ma la ristrutturazione non possiamo farla noi unilateralmente: deve essere decisa dal Parlamento. Non c'e' dubbio, comunque, che o prima o poi sia la Rai che la Fininvest dovranno ridimensionarsi''.

Dematte' rivela di averne parlato anche con Silvio Berlusconi, ma senza risultati: ''L'ho incontrato a Milano, su mia richiesta. Volevo capire quanto fosse sentita da parte sua la difesa delle tre reti, al di la' dell'atteggiamento di facciata. Devo dire che sono uscito da quel colloquio con le idee meno chiare di prima''. Berlusconi, continua Dematte', ''mi ha confermato di non voler cedere. Ma non capisco come possa pensare di poter mantenere a lungo la posizione attuale. Ora pero' alla Fininvest e' arrivato Franco Tato' e forse l'atteggiamento del gruppo cambiera'...''.

Infine, il presidente dell'azienda parla del meccanismo che potrebbe permettere alla Rai di trasformarsi in una public company. ''Per spiegare la nostra idea -afferma- faro' un esempio paradossale''. ''La Rai, oggi, e' indebitata per 1500 miliardi e paga circa 250 miliardi l'anno di interessi passivi. Potremmo decidere una emissione di capitale per 1500 miliardi che veda protagonisti tutti i cittadini. Il ricavato andrebbe a coprire i debiti e a quel punto i 250 miliardi di interessi diventerebbero una voce attiva del bilancio. Considerato che siamo in credito di imposta, su quell'utile pagheremmo solo il 15 per cento di tasse. Risultato: potremmo offrire ai cittadini un rendimento concorrenziale a quello delle banche, avremmo realizzato una public company e avremmo risanato la Rai''.

(Red/As/Adnkronos)