OLIVETTI: DE BENEDETTI, AUDIZIONE ALLA CAMERA (3)
OLIVETTI: DE BENEDETTI, AUDIZIONE ALLA CAMERA (3)
PRIVATIZZAZIONI E TANGENTOPOLI

(Adnkronos) - Inevitabili le domande sulle privatizzazioni. De Benedetti considera questo tema ''una grande opportunita' per il paese'', e per questo si e' detto ''dispiaciuto'' dalle polemiche su public company e nocciolo duro. In linea con la posizione del presidente del consiglio, De Benedetti ha affermato che ''le privatizzazioni non si possono fare tutte allo stesso modo: ci sono casi di pubblica utilita', come l'Enel o la Stet, in cui e' opportuna la public company, e altri casi in cui, in funzione del management o della struttura finanziaria, e' utile prevedere il nocciolo duro''.

Ma l'importante e' che ''il processo venga fatto e velocemente'', perche' la concorrenza straniera incalza anche sulle privatizzazioni: ''In Europa - ha detto - sono state avviate privatizzazioni per 230 mila miliardi di lire, per cui o erigiamo barriere doganali al risparmio o accettiamo la concorrenza sui capitali e quindi anche sulle privatizzazioni''. Per De Benedetti questo processo non serve tanto a ripianare il debito pubblico, quanto ''a spostare la scelta del risparmiatore dalla redditivita' all'investimento produttivo''. E' insomma una sorta di rivoluzione, ''come negli anni '50 lo e' stata la riforma agraria che ha spostato l'agricoltura dalle mani dei latifondisti ai coltivatori diretti''.

Una risposta anche su Tangentopoli. De Benedetti si e' vantato di essere l'unico presidente di un gruppo italiano che si e' assunto la responsabilita' delle colpe dei propri dipendenti, per fatti di cui lui non era a conoscenza ma che sono stati compiuti nell'interesse dell'azienda. Come uscirne? Per De Benedetti vi sono due soli antidoti: ''Maggiori livelli di trasparenza e controllo; alternanza, o almeno la possibilita' dell'alternanza nel sistema del potere, perche' la corruzione aumenta in modo esponenziale alla durata del potere''. (segue)

(Lio/Gs/Adnkronos)