PUBBLICITA': ASSOMEDIA - UN MERCATO IN CALO
PUBBLICITA': ASSOMEDIA - UN MERCATO IN CALO

Milano, 28 ott. (Adnkronos) - Tempi bui per per gli investimenti pubblicitari, la ripresa non si vede, anzi si profila sempre piu' lontana. Questo il quadro fornito questa mattina a Milano dal Presidente di Assomedia (Associazione delle centrali ed agenzie media), Marco Benatti che ha illustrato i dati relativi all'anno in corso e le previsioni per il futuro. Il mercato degli 'spot' ha visto, per il '92 un investimento di 9.200 miliardi di lire, scesi a 8.900 nell'anno in corso e destinati a ridursi a 8.580 secondo le previsioni per il '94.

''Solo nel 1995 sara' possibile vedere segnali di ripresa'' ha dichiarato Marco Benatti che ha annunciato l'intenzione, da parte di Assomedia, di proporsi ''come lobby attiva per difendere la professione dei media ed il libero mercato''. A questo proposito l'associazione ha deciso di costituire due commissioni, una tecnica ed una politica. ''La prima -ha precisato il Presidente di Assomedia- valutera' in chiave tecnica gli impatti di ogni proposta politica sul mercato. La seconda dara' un contributo alla definizione delle regole''.

Tornando al quadro degli investimenti pubblicitari, questi, per il 1993 hanno fatto registrare un calo del 3 per cento al netto dell'inflazione. Il settore piu' colpito e' quello delle affissioni (con un -15 pc), seguito dalla stampa (-6 pc) mentre radio e tv hanno fatto registrare una crescita zero, segno che, per quanto riguarda le tv commerciali, compare per la prima volta dalla loro nascita. Unico settore in crescita, il cinema, con un +2 per cento.

Il 1994, secondo le previsioni Assomedia, dovrebbe far registrare un calo di investimenti in pubblicita' del 3,7 per cento, cosi' ripartito: quotidiani -3 per cento; periodici specializzati -10 per cento (per un totale alla voce 'stampa' pari a -6 pc); televisioni, pubbliche e private - 2 per cento; affissioni -10 per cento. Crescita zero per investimenti cinematografici mentre, unico dato in salita, un +2 per cento per il settore radiofonico.

(Ros/Pe/Adnkronos)