SPESA PUBBLICA: SQUILIBRI TRA NORD E SUD, MA A FAVORE DEL NORD
SPESA PUBBLICA: SQUILIBRI TRA NORD E SUD, MA A FAVORE DEL NORD

Roma, 6 nov. (Adnkronos) - Dal 1950 a oggi le risorse pubbliche trasferite al Sud non hanno mai superato lo 0,7 pc del Pil, una quota modesta anche se e' stata pessima la qualita' della spesa. E' quanto sostiene il settimanale L'Impresa, periodico della piccola e media impresa, che sulla base dei dati forniti da Bankitalia ci tiene a smentire il luogo comune, caro alla Lega Nord, di un Mezzogiorno che consuma ingenti risorse statali.

Lo squilibrio se c'e' e a vantaggio delle regioni settentrionali che, secondo il settimanale, contribuiscono piu' di quelle meridionali al deficit dell'Inps. In Piemonte per esempio a fronte di 10.700 miliardi di contributi pagati da datori di lavoro e dipendenti, la spesa per pensioni raggiunge i 16.000 miliardi. La Liguria copre con i suoi contributi appena il 64 p.c. delle erogazioni per pensioni. La Lombardia, che chiede l'emissione di titoli del debito locali, per coprire il disavanzo previdenziale dovrebbe collocare 12.500 miliardi di titoli l'anno, o in alternativa dovrebbe aumentare di cinque punti i contributi sociali con enorme aggravio del costo del lavoro. In complesso mentre le regioni meridionali e insulari ricevono trattamenti previdenziali per 46.858 miliardi (cui corrispondono 38.371 miliardi di versamenti contributivi annui), quelle del Centro-Nord sono destinatarie di 118.893 miliardi di pensioni contro un prelievo contributivo di 105.317 miliardi.

Nella sanita' il divario cresce. La spesa nelle regioni centrosettentrionali e' di 53.405 miliardi (dato del 1990) e al Sud di 26.983 miliardi. La media procapite e' nel primo caso di 1.460.000 lire annue, nel secondo di 1.273.000 lire. Sul fronte dei trasferimenti alle imprese, dei 60.000 miliardi che vengono dallo Stato, 35.000 vanno direttamente alle imprese settentrionali e altri 10.000 a imprenditori che investono a Sud ma che risiedono a Nord.

(Red/Bb/Adnkronos)