LAUREA ''HONORIS CAUSA'': CHI CE L'HA, PUO' GESTIRE UN BAR
LAUREA ''HONORIS CAUSA'': CHI CE L'HA, PUO' GESTIRE UN BAR

Roma, 27 nov. (Adnkronos) - Chi ha detto che il massimo riconoscimento accademico conferito a personalita' che si siano distinte per alti meriti ha valore solo onorifico ? L'ambita pergamena, appesa dietro la cassa di un bar, di una pizzeria o anche, di un chiosco, vale come licenza per gestire una attivita' commerciale. E cosi' le benemerenze economiche, politiche, culturali o scientifiche, possono, in malaugurate circostanze di bisogno, assumere un valore anche venale.

Certo, i titolari di questo altissimo riconoscimento non versano, solitamente, in condizioni di bisogno tali da richiedere repentine riconversioni in attivita' borghesi o manuali, ma se i rovesci della vita dovessero imporlo, sappiano che lo Stato italiano e' magnanimo con loro.

A rivelare questa sconosciuta valenza delle lauree ''honoris causa'' e' l'Unione consumatori che, frugando tra le disposizioni di legge prescritte per l'autorizzazione all'esercizio di una attivita' commerciale, ha scoperto che il ministero dell'Industria, con tempestivita' sospetta per i malpensanti, proprio quest'anno ha diramato una circolare (n. 3315/c) la quale, confermando un regio decreto del 1933, stabilisce che questo tipo di laurea ''attribuisce tutti i diritti delle lauree ordinarie''.

Da qui alla prospettiva delle eventuale licenza, il passo e' breve. Per gestire un locale commerciale la legge richiede l'iscrizione al Reca (registro esercenti commercio) e per questa iscrizione occorre superare un apposito esame di idoneita' da cui sono pero' esentati i possessori di titoli accademici. Ecco, percio', che la laurea ''honoris causa'', parificata a tutti gli effetti. diviene un vero e proprio ''passepartout''. Spostata dalla parete del salotto e messa in bella mostra all'ingresso del locale, puo' dare da vivere a chi ha onorato il Paese ma sia, poi, caduto in disgrazia.

(Dis/Gs/Adnkronos)