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(Adnkronos) - Il consorzio

L'art. 8 prevede al primo comma che, in caso di mancanza degli accordi di programma ministero-industrie previsti nel precedente articolo entro due anni, venga istituito il Consorzio obbligatorio per lo smaltimento ed il riciclaggio delle sostanze lesive, dotato di personalita' giuridica. Il consorzio potra' essere articolato a livello ragionale e infraregionale. Il secondo comma enumera i soggetti che faranno parte di diritto del consorzio, e vale a dire: le imprese che producono le sostanze lesive; le imprese che le utilizzano per la produzione di beni; le imprese che immettono le sostanze al consumo anche in veste di importatori; le imprese che recuperano le sostanze lesive. Il Ministero dell'ambiente ha poteri di indirizzo e controllo (tramite un comitato di sorveglianza presieduto dal ministro) sulle attivita' del consorzio; predispone inoltre lo statuto del consorzio stesso.

Le finalita' del consorzio sono in parte quelle stabilite come ''ossatura'' degli accordi di programma, previste al sesto comma dell'art. 6: istituzione di centri di raccolta; la raccolta stessa; smaltimento delle sostanze non rigenerabili ne' riutilizzabili; isolamento, estrazione e raccolta delle sostanze da impianti e beni; smaltimento e riciclo delle sostanze; conferimento dei beni ed impianti residui alla rete di smaltimento rifiuti. Le societa' partecipanti sono presenti in quote proporzionali, rispettivamente, alla quantita' delle sostanze prodotte, alla quantita' lavorata, alla quantita' di sostanza immessa al consumo, alla quantita' di sostanza recuperata. L'attuazione delle disposizioni dell'art. 8 e' affidata ad un decreto, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, di concerto tra ministero dell'Ambiente e ministero dell'Industria. (segue)

(Ata/Pan/Adnkronos)