CUSTODIA CAUTELARE: IL NODO E' IL PM, DICONO GLI AVVOCATI
CUSTODIA CAUTELARE: IL NODO E' IL PM, DICONO GLI AVVOCATI

Roma, 2 dic. (Adnkronos) - Piu' che intervenire sulle norme relative alla custodia cautelare, occorre rivedere il ruolo del pubblico ministero e operare la separazione delle carriere all'interno dell'ordinamento giudiziario. All'indomani della decisione del Parlamento di accantonare l'esame della riforma della custodia cautelare e della disciplina sugli avvisi di garanzia, la cosiddetta ''legge salvainquisiti'', alcuni dei piu' noti penalisti sottolineano, con diverse sfumature, che la vera questione da risolvere e' quella di una revisione del ruolo del pubblico ministero.

Per l'avvocato Carlo Taormina, membro della commissione che si occupo' della formulazione del nuovo codice di procedura penale e che ha anche collaborato alla stesura del contestato progetto di legge, si trattava di ''norme che precisavano meglio i presupposti e i limiti della custodia cautelare, rappresentando un ulteriore contributo da inserire sul tessuto connettivo del codice di procedura penale che resta fondamentale.

''In ogni caso -prosegue Taormina- un intervento di facciata, visto che la vera questione da risolvere, perche' il codice funzioni, e' quella di porre il pubblico ministero nella stessa posizione dell'accusa e quindi occorre intervenire sulla separazione delle carriere di giudice e di magistrato della pubblica accusa''. (segue)

(Sam/Bb/Adnkronos)