ENIMONT: LA 'VOCE', AL PRI NEANCHE UNA LIRA
ENIMONT: LA 'VOCE', AL PRI NEANCHE UNA LIRA

Roma, 2 dic. (Adnkronos) - ''La violazione di La Malfa e' solo quella del finanziamento. Il Pri non e' stato destinatario di una sola lira della tangente divisa tra Dc e Psi, perche' si era sempre opposto alle evidenti storture di un accordo nato male e finito peggio''. E' quanto scrive oggi il quotidiano del Pri, 'La Voce Repubblicana', aggiungendo che nella vicenda Enimont, ''in ogni suo singolo passaggio dalla costituzione della joint venture, alla denuncia dell'improprio sgravio fiscale operato sui conferimenti della parte privata, fino all'inopinata ripubblicizzazione della chimica a prezzo insopportabilmente sopravalutato, il Pri, con segretario Giorgio La Malfa, tenne sempre alta la critica e si oppose vigorosamente all'epilogo''.

''Cio' fu fatto -prosegue il quotidiano del Pri- in tutte le sedi: in quelle di governo col ministro Battaglia, di cui e' stata anche oggi in aula ricordata l'opposizione, all'Iri con l'allora vicepresidente Riccardo Gallo; nelle sedi politiche con Visentini e gli altri parlamentari che successivamente intervennero sulla vicenda, e numerosissime volte sulla 'Voce'''.

Il quotidiano dell'Edera ricorda per esempio quanto ''aspre e documentate'' furono le critiche dei repubblicani ''quando nel novembre 90 fu fissato a 1.650 lire il prezzo per azioni che erano state sottoscritte dai due partners a mille lire e che erano state collocate in borsa a 1.405. Di fronte alle aspre rimostranze di Piga, Visentini tuono': 'l'Eni ha valutato l'Enimont il 50 per cento in piu' di quanto la borsa capitalizza la Fiat'''.

(Pol/Bb/Adnkronos)