I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (4): LA CRONACA
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (4): LA CRONACA

Milano. Il vicepresidente della Fininvest Letta e l'ex consigliere del ministro Mammi', Giacalone, potrebbero finire agli arresti domiciliari per l'inchiesta sull'assegnazione delle frequenze Tv. Sarebbe questo, secondo indiscrezioni, l'orientamento del Tribunale del riesame. A questa Corte si era rivolto il Pm Cordova dopo che il Gip De Luca aveva respinto le richieste di custodia per Letta, Giacalone e per il presidente della Rti, Galliani. Riguardo quest'ultimo, invece, il tribunale del riesame avrebbe confermato la decisione del Gip. L'ordinanza non sara' subito esecutiva perche' si deve attendere la Cassazione.

Roma. ''Sono del tutto allibito di fronte al contenuto dell'interrogatorio che, secondo alcuni organi d'informazione, sarebbe stato reso da Sergio Cragnotti; non ho mai ricevuto somme di denaro, direttamente o indirettamente, ne' da Gardini, ne' da Cragnotti, ne' da Marziale''. Lo afferma l'amministratore delegato delle Fs spa Lorenzo Necci. ''Non ho mai avuto alcuno conto presso Pacini Battaglia e non ho mai dato ad alcuno indicazione di un conto presso lo stesso Pacini Battaglia. D'altro lato, a fine febbraio 1990 avevo gia' dato le dimissioni da Presidente dell'Enimont proprio in opposizione ai criteri di gestione che Gardini voleva imporre. Durante la mia presidenza, mi limitai a presentare - su loro richiesta - Gardini e Cragnotti a Maddaloni della Tpl''.

Roma. ''Non intendo assolutamente sottrarmi alla testimonianza che mi viene richiesta nell'ambito del processo Cusani. La mia assenza di oggi e' dovuta esclusivamente alla impossibilita' del mio difensore ad essere presente, circostanza della quale non sono dunque responsabile''. Lo precisa l'ex segretario del Psdi, Carlo Vizzini, aggiungendo: ''Saro', pertanto, nell'aula del Tribunale di Milano nella data che il presidente ha ritenuto di fissare''.

Milano. L'avvocato di Leonardo Marino, Gianfranco Maris, nella requisitoria odierna ha chiesto che al suo cliente venga ridotta la pena da undici a sette anni. Secondo il legale del ''pentito'' l'impianto accusatorio nato dalle dichiarazioni di Marino e' del tutto veritiero e anzi proprio grazie a questo dovrebbe appunto diminuire la sua pena. Marino, oggi presente in aula malgrado una recente operazione, ottenne in primo grado una pena esattamente dimezzata rispetto a Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani proprio grazie alla sua collaborazione. Riguardo alle dichiarazioni che ipotizzavano un possibile coinvolgimento di Lotta Continua nell'omicidio di Mauro Rostagno, Maris ha commentato che si e' trattato di una ''enfatizzazione'', che non ha a che fare con il procedimento su Calabresi. (segue)

(Dis/Bb/Adnkronos)