FREDA: LA STORIA DELL'''ALLEVATORE DI ANIME''
FREDA: LA STORIA DELL'''ALLEVATORE DI ANIME''

Roma, 2O dic. - (Adnkronos)- ''Io non mi occupo di politica, la mia missione e' quella di allevare anime''. Franco ''Giorgio'' Freda, ex procuratore legale, avellinese di origine padovano di adozione, amava presentarsi cosi' a chi gli chiedeva quale fosse il suo progetto politico.

Inquisito e poi assolto per la strage di piazza Fontana, condannato a 15 anni di carcere per alcuni attentati dimostrativi e per associazione sovversiva e banda armata, Freda e' considerato da sempre il ''padre spirituale'' dei gruppi neonazisti in Italia. Dopo una breve frequentazione del Msi e del Fuan di Padova, il giovane Freda, a meta' degli anni sessanta, abbandona il partito di Almirante, da lui definito ''la corte degli stracci'', e si avvicina agli ambienti del gruppo extraparlamentare Ordine Nuovo.

Di li' a qualche anno apre una casa editrice che pubblica testi nazisti, il nome della libreria e' ''Ar''. Molti i testi di ''battaglia'' pubblicati da Freda: si va' da Hitler a Goebbels, da Nietzsche a Evola. Proprio per le edizioni di ''Ar'' esce nel 1969, scritto da Freda ''La disintegrazione del sistema'', il cosiddetto ''libretto rosso''.

Partendo dall'analisi di Evola, Freda giunge a proporre un'alleanza con l'estrema sinistra, immagina uno ''stato popolare'' che nazionalizzi tutte le aziende private e i negozi, parla con favore della Cina di Mao e dei vietcong, attacca duramente gli Usa ed Israele. La ''linea'' di Freda ha gia' dei sostenitori: in quegli anni c'e' un gruppo, ''Lotta di Popolo'', i cui esponenti vengono chiamati ''nazimaoisti''. (segue)

(Rao/Gs/Adnkronos)