NATALE: TOMBOLA, OCCHIO ALLA LEGGE DEL 1938
NATALE: TOMBOLA, OCCHIO ALLA LEGGE DEL 1938

Roma, 20 dic. (Adnkronos) - Parroci, proprietari di discoteche, presidenti di rioni e associazioni ricreative, fate attenzione: organizzare una tombola natalizia in pubblico puo' costare molto caro e la Guardia di Finanza e' gia' in preallarme per colpire le infrazioni alla rigida normativa che regola le 'riffe', ora che in tutta Italia migliaia di comitati di quartiere stanno organizzando le estrazioni delle feste: tutta la materia e' ancora disciplinata dal Regio Decreto Legge n. 1933 del 19 ottobre 1938, convertito in legge l'anno successivo ed aggiornato nel corso dei decenni soprattutto sotto l'aspetto delle sanzioni.

Stabilito a norma di codice che in pubblico ''e' proibita ogni sorta di lotteria, salvo deroghe'', le tombole possono essere promosse ''da enti morali, associazioni e comitati senza fini di lucro, aventi scopi assistenziali, culturali, ricreativi e sportivi'' con l'autorizzazione, tranne quelle di minima entita', dell'Intendenza di Finanza previo nulla osta della Prefettura. Il ricavato netto delle manifestazioni, pero', deve essere ''destinato a scopi assistenziali, educativi e culturali''. La vendita delle cartelle, poi, deve essere ''limitata al comune in cui la tombola si estrae e nei comuni limitrofi e deve effettuarsi per il tramite delle ricevitorie del lotto''.

Gli organizzatori di tombole che non rispettano le norme della legge fascista mai abrogata sono puniti con multe da 100mila lire a mezzo milione. Piu' a buon mercato se la cavano invece i giocatori (purche' non abbiano alcuna parte nell'impresa) sorpresi a partecipare ad una manifestazione illegale, per i quali e' prevista un'ammenda da 5mila a 10mila lire.

(Mac/As/Adnkronos)