TROVATELLI: DOPO CENT'ANNI TORNA LA ''RUOTA''
TROVATELLI: DOPO CENT'ANNI TORNA LA ''RUOTA''

Roma, 20 dic. - (Adnkronos) - Un culla per la vita. Si chiama cosi' la prima ''ruota degli esposti del 2000'' che verra' inaugurata il prossimo 6 gennaio ad Aosta. Sara' un semplice sportello a lato del convento delle suore di San Giuseppe, collegato ad una culla termica. Nel momento in cui la culla viene ''occupata'', scattera' un segnale che permettera' di prestare i primi soccorsi e, immediatamente dopo, di affidare i piccoli ad una famiglia ''sicura''. Per le mamme e' garantito l'anonimato ''perche' se no l'iniziativa fallirebbe'' assicura Giuseppe Garrone presidente del Movimento per la vita di Casale Monferrato, che ha avuto l'idea di ripristinare l'antica tradizione, scomparsa da piu' di un secolo.

''E' un gesto di sfida alla morte, alla strage di centinaia di innocenti che ogni anno vengono buttati nei cassonetti, nelle cabine, negli androni, ben sapendo che il numero di quelli ritrovati e' molto piu' basso di quelli abbandonati'', spiega Garrone che ha anche ideato un numero verde (1678-13000) al quale possono rivolgersi 24 ore su 24 le donne in difficolta'.

Ma la culla-salvavita, che verra' inaugurata dal vescovo di Aosta e dal presidente del Movimento per la vita Carlo Casini, ha subito sollevato un coro di critiche. E mentre la cronaca riporta l'ennesimo caso di una neonata abbandonata in un androne stanotte a Napoli, esperti e operatori del settore bocciano all'unisono la ruota di Aosta. ''Un'iniziativa raccappricciante -osserva il presidente del Tribunale dei minori di Roma Luigi Fadiga-. Aprire una ruota significa arrendersi, tornare indietro, accettare la deresponsabilizzazione, invece di intensificare la preparazione di quanti operano nelle strutture pubbliche, perche' sappiano tranquillizzare e non colpevolizzare la puerpera che non se la sente di riconoscere il proprio figlio. E poi servirebbe piu' informazione, perche' spesso le donne non sanno che in Italia, per legge, esiste il diritto di partorire in ospedale in pieno anonimato e nella certezza che il bambino trovera' quanto prima una famiglia''. (Segue)

(Ccr/Zn/Adnkronos)