CUSANI: CHIESTA LA REMISSIONE IN LIBERTA' PER L'IMPUTATO
CUSANI: CHIESTA LA REMISSIONE IN LIBERTA' PER L'IMPUTATO

Milano, 22 dic. (Adnkronos) - Gli avvocati della difesa di Sergio Cusani chiedono la remissione in liberta' per il loro cliente. Motivando la sua richiesta, l'avvocato Spazzali ha sottolineato come Cusani si sia conquistato sul campo la liberta'. Ha affermato come da tempo siano venute meno le esigenze cautelari sia per quel che riguarda la pericolosita' sociale, sia per quel che riguarda l'inquinamento delle prove ed anche per cio' che concerne il pericolo di fuga: ''Cusani -dice Spazzali- e' stato arrestato il giorno dei funerali di Cagliari nel suo ufficio, consapevole che sarebbe stato arrestato. Cusani ha pagato. Ha interrotto qualsiasi rapporto di lavoro con i suoi clienti. Dunque non ha piu' svolto alcuna attivita' professionale nonostante godesse di grande prestigio''.

''Non ha fatto la medesima cosa -ha aggiunto l'avvocato- chi si e' seduto su quella sedia per rispondere alle domande della pubblica accusa e nostre. Cusani e' un soggetto in grado di generare cambiamenti radicali. E del resto lo ha gia' fatto. Chiediamo quindi la remissione in liberta' del nostro cliente perche' e' giusto, a questo punto, che egli si trovi nelle medesime condizioni dei suoi coimputati''. La parola passa al pubblico ministero. Il sostituto procuratore Antonio Di Pietro si dice invece favorevole alla concessione degli arresti domiciliari per il finanziere milanese e contrario alla remissione in liberta'. Almeno al momento.

''Certamente, all'esito dell'istruttoria dibattimentale e dopo la rogatoria dello Ior -afferma Di Pietro- le cose sono cambiate. Ma che Cusani si sia guadagnato la liberta' sul campo e' solo un'affermazione. In questi mesi Cusani ha mandato a dire, ha lanciato oscuri messaggi, ha dimostrato una tendenza a minacciare. In questa inchiesta vi sono ancora latitanti, in concorso con Cusani, come Bisignani, che e' opportuno che non parlino con lui. In piu' non sappiamo chi ci sia dietro ai conti correnti depositati in Svizzera e sui quali sono state versate somme della maxi tangente. Vi sono dunque persone in Italia che stanno tremando perche' non sanno se li scopriremo. E l'ago della bilancia -sottolinea il pm- e' proprio Cusani''. Per esigenze istruttorie, dunque, il pm chiede gli arresti domiciliari. La decisione spetta ora al collegio giudicante presieduto da Giuseppe Tarantola.

(Nsp/As/Adnkronos)