I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Wuppertal. ''Ho ucciso io''. In preda ai rimorsi, Markus Gartmann, naziskin 24enne, ha ammesso di avere appiccato l'incendio che lo scorso maggio devasto' a Solingen, in Germania, una casa uccidendo cinque fra donne e ragazze turche e ferendo altre dieci persone. Attualmente detenuto con l'accusa di aver provocato la strage con altre tre teste rasate, Gartmann ha preso carta e penna per ammettere le sue responsabilita' direttamente con Kamil e Hatice Genc, i genitori di due vittime: ''Sono uno di quelli che l'ha fatto''. Il giovane avrebbe anche scritto che gli altri tre sospettati, un ventenne e due sedicenni, ''sono giustamente in prigione'' secondo quanto riferito dall'avvocato di Gartmann, Siegmund Benecken. ''Voleva dare ai genitori, prima che ai giudici, la soddisfazione di sapere che i colpevoli erano gia' in mano alla giustizia'' ha dichiarato il legale.

Washington. Almeno 57 persone hanno perso la vita negli Stati Uniti negli ultimi quattro giorni a causa del freddo polare che da domenica scorsa ha colpito il ''Midwest'' e le regioni orientali del paese. La morsa di freddo non e' destinata ad allentarsi fino a venerdi', secondo le previsioni metereologiche. Anche la scorsa notte le temperature sono scese fino a meno cinquanta gradi, mentre violentissime tempeste di neve si sono abbattute nell'est. A Washington, dove il termometro ha toccato meno 16 gradi, e' stato registrato il recordo di freddo dal 1904. Ad Atlanta i tubi dell'acqua sono esplosi e le autorita' hanno dichiarato lo stato di emergenza. Nelle citta' del New Hamshire 80mila persone sono rimaste senza elettricita'. Sempre piu' numerosi in tutto il paese gli incidenti automobilistici provocati dal ghiaccio sulle strade trafficate, malgrado le raccomandazioni delle autorita' a ricorrere ai mezzi pubblici.

Johannesburg. La destra boera in Sudafrica minaccia nuovamente di ricorrere alla violenza per ottenere l'autodeterminazione del popolo afrikaner ed il leader dell'Anc Nelson Mandela replica avvertendo che ''l'Anc ha passato gli ultimi 30 anni a combattere il separatismo etnico''. Il generale Contand Viljoen, leader del Fronte popolare afrikaner (Avf), ha dichiarato a Pretoria che i boeri sono pronti ad usare ''una violenza limitata per ottenere l'autodeterminazione nel nostro Paese''. Mandela, di cui appare scontata l'elezione alla presidenza del Sudafrica dopo le elezioni del 27 aprile, gli ha risposto definendo le dichiarazioni del leader dell'Avf ''pericolose, deplorevoli e lesive degli interessi dei sudafricani''. (segue)

(Dis/Zn/Adnkronos)