I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Sarajevo. Si' a una pace giusta, no a qualunque compromesso viziato: all'indomani della conclusione dei negoziati a Ginevra, il presidente bosniaco Alija Izetbegovic torna a ribadire la volonta' del suo governo di arrivare a una pace equa e di respingere ogni ''accordo a qualunque prezzo''. In un'intervista diffusa oggi dalla radio bosniaca, Izetbegovic ha affermato che le parti sono ancora una volta su una posizione di stallo, ma si e' pronunciato a favore della continuazione delle trattative a Ginevra. Il presidente bosniaco non ha poi attribuito grande importanza all'accordo siglato ieri a Ginevra dai ministri degli Esteri di Belgrado e Zagabria, rispettivamente Vladislav Jovanovic e Mate Granic, per la normalizzazione delle relazioni e a quello intervenuto tra le due fazioni in Bosnia.

Zagabria. Il presidente croato Franjo Tudjman ha affermato che l'accordo raggiunto ieri a Ginevra ''equivale ad un riconoscimento della Croazia''. ''Si tratta di uno dei documenti piu' importanti firmati finora - ha dichiarato il capo di stato croato dopo il suo rientro a Zagabria da Ginevra - perche' implica il riconoscimento da parte della federazione serbo-montenegrina della Croazia nei suoi attuali confini''. Un riconoscimento implicito secondo Tudjman, per i riferimenti che contiene alla Carta delle Nazioni Unite ed ai trattati della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa. ''E questo - ha concluso - rende possibile la pacifica reintegrazione sotto la sovranita' croata delle zone della Croazia sotto controllo serbo attualmente protette dall'Onu''.

Mosca. E' avvolto nei misteri il rimpasto del governo russo che dovrebbe essere annunciato nei dettagli nelle prossime ore: voci discordanti sull'avvenuta decisione definitiva di Boris Eltsin sono state registrate oggi a Mosca fra i diversi collaboratori del Presidente. Il capo dello staff del Cremlino, Sergei Filatov, ha confermato per questa sera l'annuncio del nuovo governo, la cui composizione Viktor Cernomyrdin e Boris Eltsin avrebbero gia' completato, ma secondo il consigliere del Presidente, Viktor Ilyushin ''il Presidente non ha ancora preso una decisione definitiva''. Ilyushin ha anche smentito la voce secondo cui Eltsin avrebbe firmato il decreto sul nuovo governo nella tarda serata di ieri. Sergei Shakarai, il leader del Partito riformatore e moderato dell'unita' e dell'accordo, ex vice premier, ha invece fatto sapere di avere accettato la sola nomina a ministro per gli Affari nazionali e regionali. In una conferenza stampa, Shakarai ha confermato la nomina di Alexander Shokin, membro del suo partito, ed ex premier con delega al Commercio estero, a ministro dell'Economia, al posto del dimissionario Igor Gaidar.

Il Cairo. Due ufficiali della polizia egiziana sono morti e un terzo agente e' rimasto ferito in un attentato di presunta matrice islamica avvenuto nel villaggio di Baqur, nell'Alto Egitto. Salgono cosi' a sette i poliziotti uccisi dall'inizio dell'anno in Egitto dai militanti radicali islamici. Ieri, una maxiretata compiuta dalla polizia nei sobborghi periferici del Cairo aveva provocato la morte di un integralista e di un agente e il ferimento di altri tre poliziotti e di un estremista islamico. Tra le persone arrestate ieri figura uno studente di teologia coranica di nazionalita' palestinese, Samer Ismail Saleh, membro del Movimento di resistenza islamico ''Hamas'' attivo nei Territori Occupati da Israele, un arresto che confermerebbe i sospetti della polizia egiziana sull'esistenza di un'alleanza operativa tra la ''Jamaa Islamiya'' (Associazione islamica) in Egitto e la leadership di ''Hamas'' nella confinante Striscia di Gaza.

Johannesburg. Un attentato dinamitardo attribuito alla destra boera filoapartheid ha danneggiato in Sudafrica la casa dell'esponente bianco dell'African national congress (Anc) Cas Human ad Harrismith, 270 chilometri a sudest di Johannesburg. Human, membro del Comitato esecutivo nazionale (Nec) dell'organizzazione antiapartheid di Nelson Mandela, e' scampato illeso all'attentato avvenuto la scorsa notte. Il portavoce regionale dell'Anc nel Transvaal, Thabiso Lenka, ha rilevato che si tratta del terzo attentato dinamitardo compiuto in una settimana contro l'Anc. (segue)

(Dis/Gs/Adnkronos)