TEATRO: ''IL CASO NOTARBARTOLO'' DA CATANIA AL VALLE
TEATRO: ''IL CASO NOTARBARTOLO'' DA CATANIA AL VALLE

Roma, 4 feb. (Adnkronos) - Dopo il debutto stagionale al Verga di Catania, la novita' di Filippo Arriva ''Il caso Notarbartolo'', prodotto dallo Stabile etneo, e' approdato a Roma, al teatro Valle. Il racconto si dipana attraverso i ricordi della vedova Notarbartolo, interpretata da Ilaria Occhini, confessati a un giornalista che vuole ricostruire, trent'anni dopo, le vicende che portarono all'omicidio del marito. La regia di Alvaro Piccardi, le scene e i costumi di Lorenzo Ghiglia e le musiche di Diego Dall'Osto favoriscono il ricorso alla tecnica dei flash-back cinematografici, con una bella scenografia 'multistrati' che consente veloci salti di tempo e di luogo. Ad affiancare la Occhini, sono fra gli altri Miko Magistro (il questore Sangiorgi), Piero Sammataro (l'avvocato Marchesano), Pippo Pattavina (l'onorevole Palizzolo, accusato di aver ordinato l'omicidio per stroncare l'opera di pulizia e di onesta' avviata da Notarbartolo all'interno del principale istituto di credito siciliano).

Quello che vide vittima il nobile Notarbartolo, direttore del Banco di Sicilia, nel 1893, fu in effetti il primo delitto eccellente compiuto dalla mafia a Palermo; un delitto al quale seguirono anni di relativo 'silenzio', fino all'uccisione del procuratore della Repubblica Scaglione. Ora, dopo un secolo esatto, il caso Notarbartolo torna allo scoperto, stavolta sulle scene teatrali, anziche' nelle aule di giustizia. E sembra uscito direttamente dalle pagine dei giornali d'oggi, a evidenziare il secolare intreccio fra la criminalita' organizzata, la politica e gli affari.

''Se un fenomeno si sviluppa accanto a noi, giorno dopo giorno, per sfiorarne almeno la buccia occorre fermarsi, guardare indietro, isolare un momento che sia il piu' possibile esemplificativo e su questo preparare la controffensiva - spiega Filippo Arriva, autore del testo -. C'e' tutto in questo caso Notarbartolo: la mafia, la conquista del potere su una grande banca, corrotti e corruttori, indagini sviate, insabbiamenti di ogni genere, testimoni uccisi o 'suicidati', scontri politici fra destra e sinistra: il tutto in tre processi per un iter giudiziale lungo dieci anni che alla fine lascera' il caso irrisolto e impunito''. (segue)

(Bon/Gs/Adnkronos)