EX JUGOSLAVIA: IL PIANO D'AZIONE DEL VOLONTARIATO
EX JUGOSLAVIA: IL PIANO D'AZIONE DEL VOLONTARIATO

Roma, 18 feb. (Adnkronos)- La guerra in Bosnia Erzegovina non puo' risolversi in un solo giorno, con una decisione ''onnipotente'' e ''risolutiva''. Serve un impegno concreto e continuo, che riunisca e consideri insieme i tre aspetti del conflitto. Quello militare, quello politico-diplomatico e quello umanitario: le associazioni pacifiste e del volontariato impegnate negli aiuti alle popolazioni della ex Jugoslavia hanno presentato oggi a Roma un documento contenente proposte precise ed hanno chiesto alle forze politiche ed alle istituzioni di avviare un dibattito su questo propsote.

Diversi i punti su cui Chiara Ingrao e Giulio Marcon, per l'Associazione per la Pace, e Raffaella Bolini dell'Arci, hanno posto l'accento. Innanzitutto la necessita' di un negoziato globale, su tutti i conflitti e le tensioni nella ex Jugoslavia, come premessa indispensabile per una pace stabile e duratura. Pressioni dunque sui governi di Zagabria e Belgrado: al primo, in particolare, va chiesto il ritiro delle forze presenti in Bosnia, minacciando in caso contrario immediate sanzioni contro Zagabria.

E' stata quindi sottolineata la necessita' di avviare sul terreno, zona per zona, una politica negoziale articolata sui tre diversi livelli - politico, militare ed umanitario - affidata ad un contingente di negoziatori politici costituito da una cinquantina di persone, funzionari ed esperti selezionati dai vari paesi europei, in particolare da quelli che possano avere relazioni fiduciarie con le parti in conflitto (ad esmpio turchi, russi, tedeschi ecc) nonche' dall'Italia. (segue)

(Cin/Pe/Adnkronos)