CRAXI: NON SONO UN INVASATO, OCCHETTO E' UN BUGIARDO
CRAXI: NON SONO UN INVASATO, OCCHETTO E' UN BUGIARDO
''PER CALUNNIA DOVEVANO DENUNCIARMI PRIMA'' -

Roma, 18 feb. (Adnkronos)- Non si vedeva da mesi tanta gente nella sala del gruppo socialista della Camera. Ma oggi, alle 12 in punto, quando Bettino Craxi e' arrivato a Montecitorio per la sua conferenza stampa, tra giornalisti italiani e stranieri, fotografi, operatori e 'curiosi' erano quasi in duecento ad affollarla, in un groviglio di cavi, microfoni gracchianti e telecamere. L'ex leader del Psi ringrazia e annuncia: ''Desidero fare delle dichiarazioni''.

Craxi legge per mezz'ora un testo gia' preparato. Ripete punto per punto le accuse al Pci-Pds, tornando sul suo terzo intervento (a luglio del '93) nell'aula della Camera e su due delle 'memorie' gia' consegnate ai giudici di Milano prima e di Roma poi. Conferma i 'capi d'imputazione' nei confronti di Achille Occhetto, Massimo D'Alema e Marcello Stefanini. ''Non sono calunnie di un invasato -afferma- ma dati, fatti, circostanze e testimonianze, in parte gia' emerse, in parte emerse ma passate sotto silenzio, in parte acquisite di recente sulle quali occorrono spiegazioni, chiarimenti, risposte convincenti e non insulti, aggressioni, diffamazioni che, almeno per quanti mi riguarda, lasciano il tempo che trovano''.

Alla fine, tutti si aspettano che, come nelle due precedenti occasioni, Craxi si alzasse e se ne andasse. Ma questa volta l'ex leader socialista accetta di rispondere a qualche domanda. Si sente un pentito, un collaboratore o un dissociato nell'inchiesta sugli anni di Tangentopoli? ''Niente di tutto questo. Sono un cittadino che per le sue responsabilita' ha parlato il linguaggio della verita' -dice- e che ha il diritto di pretendere lo stesso anche dagli altri, anche da chi resta sulla linea della menzogna e pretende di ergersi sul banco degli accusatori''. E ancora: ''Sono uno che, immaginando o sapendo come stavano le cose, pretende si facciano indagini in tutte le direzioni''. (segue)

(Pnz/Pe/Adnkronos)