ELEZIONI: IL CODICE RAI DI AUTOREGOLAMENTAZIONE (2)
ELEZIONI: IL CODICE RAI DI AUTOREGOLAMENTAZIONE (2)

(Adnkronos) - Le norme riguardano anche le riprese: ''anche sotto il profilo dell'immagine'' occorre realizzare ''un trattamento paritario e un uguale rispetto per tutti i competitori''.

Il conduttore del programa, che e' responsabile del suo svolgimento ''in modo equilibrato e imparziale'', deve garantire il ''clima di leale e civile confronto, senza parteggiare -afferma il documento del cda della Rai- per alcuno dei partecipanti e intervenendo, ove necessario, in modo fermo e pacato'', per evitare degenerazioni di vario tipo. Il conduttore non dovra' consentire o provocare polemiche con altre emittenti radiotelevisive. Inoltre fara' in modo che ciascun partecipante possa svolgere ''compiutamente'' le proprie argomentazioni. E, ancora, il conduttore dovra' evitare la presentazione di protagonisti di vicende giudiziarie e di fatti attinenti ''senza l'adeguata illustrazione dialettica delle contrapposte tesi e delle posizioni in gioco'' e ''non dovra' consentire che si muovano accuse che abbiano rilevanza penale nei confronti di chicchessia''.

Quanto al pubblico del programma, dovra' realizzare la parita', anche numerica dei diversi schieramenti: l'elenco dei nominativi della platea, che potra' intervenire attivamente nel corso del programma, dovra' essere comunicato almeno 24 ore prima dell'inizio della trasmissione ai partecipanti al dibattito. Gli interventi degli spettatori dovranno svolgersi secondo un criterio di rotazione e il pubblico -che non dovra' assumere ''il ruolo simbolico ed improprio di un tribunale giudicante o di protagonista della trasmissione''- dovra' partecipare senza segni ''manifesti'' di approvazione o dissenso alla stregua di urla, fischi o applausi.

(Val/Zn/Adnkronos)