TERRORISMO: FAMILIARI VITTIME CONTRO DISEGNO LEGGE INDULTO
TERRORISMO: FAMILIARI VITTIME CONTRO DISEGNO LEGGE INDULTO
PUDDU, ''INIZIATIVA PROPAGANDISTICA''

Roma, 28 feb. (Adnkronos)- Secco no dei familiari delle vittime del terrorismo ad un provvedimento di indulto per i protagonisti degli anni di piombo. Maurizio Puddu, presidente dell'Associazione delle vittime del terrorismo, ha definito ''una manovra marcatamente propagandistica'' l'approvazione da parte della commissione Giustizia del Senato di un disegno di legge, presentato un anno fa da un gruppo di parlamentari di vari partiti, che concede uno sconto di un terzo della pena inflitta per reati di terrorismo. ''Tornare a parlare in questo momento di colpo di spugna ha tutto il sapore di un'iniziativa pre-elettorale'', ha rincarato la dose Puddu.

''Non abbiamo nessuna sete di vendetta - ha proseguito il presidente dell'associazione gambizzato nel '77 dalle Brigate Rosse - vogliamo soltanto che la legge sia uguale per tutti, per il delinquente comune come per il terrorista. A nostro parere un indulto generalizzato per i circa 300 terroristi ancora in carcere sarebbe un provvedimento totalmente errato che, fra l'altro, riaprirebbe vecchie ferite''. Casomai, ha precisato, potrebbero essere presi provvedimenti ''ad personam'' nei confronti di quei detenuti che hanno dimostrato una piena collaborazione con la giustizia. ''Sarebbe ingeneroso, verso chi ha visto morire i propri familiari sotto i colpi di una ferocia inaudita, veder ridotta la pena a quei terroristi - ha aggiunto Maurizio Puddu - che in questi anni hanno saputo soltanto piagnucolare ma non hanno mai raccontato tutta la verita', per cui certi processi, come quello Moro, sono stati trasformati in farsa''.

Per quanto riguarda la richiesta avanzata da alcuni deputati che hanno chiesto un gesto di clemenza per l'ex brigatista Prospero Gallinari, condannato all'ergastolo per l'assassinio di Aldo Moro e gravemente malato, Puddu e' stato categorico: ''Non ritengo che nei suoi confronti possa essere preso un provvedimento ad personam in considerazione del fatto che non ha dato segni di pentimento. E' logico invece che gli venga garantita la necessaria assistenza sanitaria e medica''.

(Pam/As/Adnkronos)