TEATRO: IL ''TRAM DESIDERIO'' DELLA MELATO ALL'ELISEO
TEATRO: IL ''TRAM DESIDERIO'' DELLA MELATO ALL'ELISEO

Roma, 3 mar. (Adnkronos) - Parterre d'eccezione al teatro Eliseo per la 'prima' romana del ''Tram che si chiama desiderio''. A rendere omaggio alla protagonista Mariangela Melato e al regista Elio De Capitani erano, in platea, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Aroldo Tieri, Giuliana Lojodice, Silvana Pampanini, Andrea Occhipinti, Ursula Andress, Maria Rosaria Omaggio, per un finale ricco di applausi e con un'appendice di battimani dedicata dalla Melato a Enrico Maria Salerno, il popolare attore scomparso il giorno prima.

Il dramma metropolitano di Tennessee Williams, ambientato in una New Orleans infernale resa dalle cronache di oggi piu' attuale che mai, aveva esordito, nella versione coprodotta dal Teatro di Genova e dallo stesso Eliseo, nello scorso luglio al Festival di Spoleto. La traduzione firmata da Masolino D'Amico vede impegnati sulla scena, con Mariangela Melato nel ruolo della fragile Blanche Dubois, Ester Galazzi (la sorella Stella), Aleksandar Cvjetkovic (il cognato polacco Stanley Kowalski), Giancarlo Previati (l'amico Mitch). Le scene e i costumi sono di Ferdinando Bruni, le luci di Luigi Saccomandi, la colonna sonora e' firmata da Renato Rinaldi.

La vicenda ruota attorno a diversi conflitti: di sesso - fra le due sorelle e il violento marito di una di esse -, di classe - fra una borghesia campagnola venata di finta nobilta' in rapido disfacimento e un sottoproletariato urbano in perenne ricerca di riscatto -, di etnia - fra i bianchi d'origine anglo-francese e i nuovi immigrati dai paesi mediterranei, dall'est o dall'America latina -, di civilta' - fra un sud vecchio ma colto e un nord rozzo ma intraprendente -. E il crogiuolo di tante razze, ceti e culture viene 'allevato' da una New Orleans spietata, senza veli, che ha messo al bando ogni romanticheria. Qui sbarca, con il suo baule ricco di pellicce e vestitini di seta, la fragile Blanche, scaricata da un tram - che per colmo di paradosso si chiama, appunto, ''Desiderio'', in un ghetto sporco e buio dove 'vegeta' un'umanita' ferita e offesa. (segue)

(Bon/Zn/Adnkronos)