BOSNIA: ONU - LIBERTA' DI MOVIMENTO A SARAJEVO
BOSNIA: ONU - LIBERTA' DI MOVIMENTO A SARAJEVO

New York, 5 mar -(Adnkronos/Dpa)- I caschi blu sono autorizzati anche all'uso della forza, in base all'articolo sette della carta dell'Onu, per ristabilire la liberta' di movimento all'interno di Sarajevo e il ripristino di acqua, gas ed elettricita'. Lo ha deciso questa notte all'unanimita' il consiglio di sicurezza dell'Onu, dopo una settimana di trattative grazie alle quali la Russia e' riuscita a cancellare la minaccia di raid aerei.

La risoluzione in base alla quale i caschi blu sono autorizzati a smantellare i posti di blocco stabiliti dai serbi dentro e fuori la citta', prevede anche che il segretario generale Butros Ghali nomini un alto funzionario civile incaricato di preparare un piano per il ripristino dei servizi pubblici essenziali. Il funzionario dipendera' dall'inviato dell'Onu nell'ex Jugoslavia, Yasushi Akashi, e agira' ''in stretto cooordinamento'' con le autorita' locali, sia serbe che musulmane. Entro una settimana Butros-Ghali dovra' presentare un bilancio preventivo per il ripristino dei servizi a Sarajevo: i paesi membri dell'Onu sono chiamati a contribuire allo speciale fondo per il pagamento dell'operazione.

Al segretario generale e' stato anche chiesto di preparare entro dieci giorni uno studio di fattibilita' per trasformare in aree protette anche Maglaj (enclave musulmana assediata dai serbi), Vitez (citta' croata assediata dai musulmani) e Mostar (citta' divisa fra croati e musulmani). L'Onu ha gia' creato sei aree protette a Sarajevo, Srebrenica, Tuzla, Bihac, Zenica e Gorazde, ma mancano almeno 6mila caschi blu per rendere operante questa risoluzione. L'aggiunta di altre tre citta' porterebbe ad una richiesta di altri 11mila caschi blu (in questo contesto si e' parlato di una eventuale presenza italiana)

(Civ/Bb/Adnkronos)