AMBIENTE: I PROGRAMMI DELLE FORZE POLITICHE PER LE ELEZIONI (2)
AMBIENTE: I PROGRAMMI DELLE FORZE POLITICHE PER LE ELEZIONI (2)
LA LEGA

(Adnkronos) - La dichiarazione di intenti della formazione di Umberto Bossi -scrive lo speciale Adnkronos- e' articolata in 18 punti. La prima proposta della Lega e' una sorta di tributo alle esigenze di coordinamento e di programmazione di tutte le azioni relative all'ambiente, anche in osservanza dei dettami comunitari. Programmazione e coordinamento che riguardano ''tutti gli usi diretti e indiretti del territorio e dell'ambiente nel suo complesso, conferendo alla politica ambientale i connotati e i contenuti di un'economia di scala a lungo termine, secondo il principio, sancito dall'Atto Unico europeo, che 'le esigenze connesse con la salvaguardia dell'ambientecostituiscono una componente delle altre politiche della Comunita''''. Al punto 7, si riconosce inoltre che ''la questione ambientale sia diventata elemento strutturale sia della produzione che del mercato''.

Detto questo, la Lega scende nel suo campo congeniale, vale a dire la regionalizzazione; al punto 2, infatti, si afferma il principio secondo cui il governo dell'ambiente dovra' essere affidato ''all'istituzione che, conoscendo e gestendo lo sviluppo socioeconomico di un'area di fatto omogenea, possa valutare al meglio le iniziative che si intende intraprendere e le conseguenze che si verranno a determinare in termini ecologici''. Nel programma leghista una grande attenzione e' rivolta al reperimento di fondi per l'ambiente attraverso un ripensamento del prelievo fiscale, cardine della politica generale della Lega. Sono diversi i punti in cui risalta l'''uso strumentale delle imposte'' come mezzo di stimolo; in questo caso, il principio generale e' che il soggetto che investe le risorse nell'ambiente deve essere lo stesso che effettua il prelievo fiscale in modo da ''ricomporre la scissione tra entrate e uscite''.

La tassazione ambientale deve corrispondere ad una relativa diminuzione della restante pressione impositiva: applicando il criterio della ''neutralita' fiscale'', cio' che carica fiscalmente sull'ambiente -si dice nel programma- deve essere scaricato da altri settori, in modo che resti immutata la pressione complessiva (''piu' tasse ambientali, meno tasse sui guadagni e sui redditi''), finalizzando ''quanto piu' possibile l'impiego delle risorse al recupero del territorio e dell'ambiente e ad incentivare la scelta, da parte degli operatori economici, di tecnologie innovative che annullino o riducano l'impatto di processi e prodotti inquinanti''. Per restare nel campo dei servizi ambientali, quelli di pubblica utilita' saranno ''gettati'' sul mercato, ''attivando tutti i possibili stimoli della libera e corretta competizione di mercato''.

Tra i principi generali un punto importante e' dedicato al ministero dell'Ambiente: la Lega rileva la necessita' di un cambiamento radicale, riformando il dicastero di piazza Venezia, potenziandolo e soprattutto unificandolo ''con gli altri ministeri aventi competenza in materia di territorio, attribuendogli un potere di solo indirizzo e coordinamento sulle questioni ambientali''; la modifica istituzionale rientra nella generale localizzazione dei poteri decisionali. (segue)

(Pab/Zn/Adnkronos)