CHIESA: PRETE 'DENUNCIA', DIETRO LE ELEMOSINE UN RACKET (2)
CHIESA: PRETE 'DENUNCIA', DIETRO LE ELEMOSINE UN RACKET (2)

(Adnkronos) - ''Se sono realmente profughi si attengano a regole precise -ha continuato don Pistolato a proposito di questa vicenda della quale se ne era occupato anche l'''Avvenire''- Noi cerchiamo di offrire loro tutto il necessario per vivere. Credo che sia esagerato parlare di racket tout-cour, ma, e' mia opinione, che in molti casi ci troviamo proprio di fronte a questo. E a tal proposito vorrei citare un fatto singolare. Un po' di tempo fa ci siamo dovuti occupare di un centinaio di profughi ai quali si erano incendiate le roulottes. Una mattina si presenta un signore, probabilmente di origine slava ma proveniente da Napoli che ha detto di essere l'unico rappresentante di questo gruppo di profughi perche' da questi riconosciuto come capo indiscusso. Ci siamo subito chiesti 'ma chi e' questa persona che conosce dei profughi alloggiati a centinaia di chilometri di distanza e si proclama loro rappresentante?. Un metodo che a noi preoccupa perche' denota poca trasparenza''.

Per monsignor Giuseppe Pasini, direttore della Caritas Italiana l'esistenza di un fenomeno del genere ''non e' da escludere. Io non ho nessuna documentazione che certifichi l'esistenza di un racket di questo genere, ma nemmeno mi sento di scartarla a priori perche' tutto e' possibile. Purtroppo le strade per far soldi non mancano di fantasia. Bisogna pero' andare cauti con le accuse perche' potrebbero ritorcersi contro i veri poveri che non avendo oggettivamente mezzi di sussistenza sono costretti all'elemosina. In ogni caso l'accattonaggio non risolve mai problemi a livello globale e forse nemmeno a livello individuale. Cio' che occorre e' fornire agli emarginati un completo e articolato servizio di accoglienza''.

(Gia/Pan/Adnkronos)