FISCO: MARTINO - SUI BOT BERTINOTTI HA RAGIONE, MA...
FISCO: MARTINO - SUI BOT BERTINOTTI HA RAGIONE, MA...

Roma 7 mar. (Adnkronos) - La nominativita' e la tassazione dei Bot non e' oggi proponibile solo per motivi di ''opportunita' economica'', ma in prospettiva l'equiparazione del trattamento tributario degli interessi sui titoli con gli altri impieghi e' un obiettivo da parseguire. Ad affermarlo e' l'economista di punta di Forza Italia Antonio Martino nel corso di una conferenza stampa convocata per puntualizzare la proposta fiscale della forza politica guidata da Berlusconi.

Sollecitato da una domanda sulla proposta avanzata oggi dalla Cgli sull'introduzione di una patrimoniale a bassa aliquota Martino ha cosi risposto: ''L'ipotesi da cui muove Fausto Bertinotti -ha premesso- secondo cui l'attuale regime fiscale relativo ai titoli del debito pubblico e' iniquo, e' vera ed e' ineccepibile. Noi abbiamo oggi l'assurdo che due cittadini italiani che godono dello stesso reddito vengono trattati in modo totalmente diverso: se il signor Rossi si guadagna quel reddito lavorando viene punito da una fiscalita' da confisca, se il signor Bianchi quel reddito ce l'ha dall'interesse dei titoli del debito pubblico non paga neanche una lira di imposta e non deve neanche fare la dichiarazione. Quindi dal punto di vista dell'equita' non c'e' nessun dubbio che Bertinotti ha ragione. Il sistema e' iniquo.

''Ha ragione -ha ancora premesso Martino- anche Mario Monti quanto sostiene che questa situazione di trattamento di favore degli interessi sui titoli del debito pubblico dirotta risorse finanziarie dgli impieghi produttivi verso un impiego che non e' produttivo. Ma nonostante queste premesse condivisibili oggi e' improponibile e sarebbe assai pericoloso se venisse tentata la tassazione. Perche' la nominativita' dei titoli e la tassazione -ha spiegato Martino- avrebbero oggi come unica conseguenza una impennata dei tassi di interesse reali con conseguenze negative per gli investimenti, per l'occupazione e lo sviluppo. Quindi ragioni di opportunita' econopmiche suggeriscono che sia preferibile sopportare questa situazione finche' il risanamento dei conti pubblici non consente di adottare provvedimenti nella direzione indicata da Monti, che significa equiparare il trattamento tributario dei titoli del debito pubblico al trattamento tributario degli altri impieghi''. (segue)

(Ric/Zn/Adnkronos)