I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 1/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Mogadiscio. Non sventola piu' la bandiera tricolore sul tetto dell'ex ambasciata italiana nella capitale somala. Alle 7.18 ora locale di stamane il vessillo e' stato ammainato dal battaglione 'Moschin'. Gli ultimi soldati italiani hanno lasciato, cosi', Mogadiscio mentre restano in Somalia ancora pochi reparti, nella regione di Gioar.

New York. Gli Stati Uniti hanno bloccato durante la notte il voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sul massacro di Hebron, nel quale hanno perso la vita non meno di 30 palestinesi, dopo che l'Olp aveva chiesto come condizione per la ripresa dei colloqui di pace con Israele una severa condanna dell'organismo internazionale. I rappresentanti americani hanno espresso preoccupazione per l'atteggiamento dell'Olp e per una richiesta ''che non e' chiaro quanto contribuisca al processo di pace''. Dal canto suo il rappresente dell'Olp Nasser al-Kidwa ha detto di essere ''esasperato'' per la mossa americana e ha chiesto un voto al Consiglio oggi stesso.

Washington. Il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin vedra' il presidente americano Bill Clinton mercoledi' prossimo alla Casa Bianca, per discutere del rilancio del negoziato di pace in Medio Oriente. Lo ha reso noto a Washington la portavoce della Casa Bianca Dee Dee Myers. Rabin parlera' martedi' davanti all'American Israel public affairs committee.

Sarajevo. Non meno di nove civili sono rimasti uccisi in nuovi bombardamenti delle citta' del nord della Bosnia da parte delle forze serbe, a Cazin e Maglaj. In particolare, a Bihac la fanteria e i carri serbi hanno cercato anche di sopraffare le difese musulmane assediate da piu' di un anno. Almeno tre civili sono rimasti uccisi e altri dieci feriti a Cazin, mentre quattro persone sono state uccise dalle bombe serbe a Maglaj. Cannoneggiata anche la citta' industriale di Tuzla, dove si sono registrati secondo la radio bosniaca due morti e tre feriti gravi per l'esplosione di una granata in pieno centro. Le autorita' cittadine hanno lanciato un appello per nuovi rifornimenti di viveri che ormai scarseggiano.

Citta' del Messico. Un gruppo di sconosciuti ha ucciso stamane a colpi d'arma da fuoco Mariano Perez Diaz, dirigente regionale dell'Organizazione campesina Emiliano Zapata (Ocez). L'assassinio e' stato denunciato da un portavoce dell'Ocez, che ha parlato del clima di violenze e intimidazioni contro i dirigenti dei campesinos nello stato del Chiapas, accusati dai grandi proprietari terrieri di appoggiare la guerriglia dell'Esercito di liberazione nazionale zapatista. Diaz, assassinato a Simojevel, un villaggio del Chiapas settentrionale a 300 chilometri da San Cristobal de las Casas, faceva anche parte del Consiglio statale delle organizzazioni indigene campesine che raggruppa 300 organizzazioni contadine. (segue)

(Dis/Gs/Adnkronos)