SALUTO ROMANO: AI FASCISTI FU ''SUGGERITO'' DA D'ANNUNZIO
SALUTO ROMANO: AI FASCISTI FU ''SUGGERITO'' DA D'ANNUNZIO

Roma, 10 mar. (Adnkronos)- Fu l'alacre fantasia di Gabriele D'Annunzio a suggerire al regime fascista l'introduzione del saluto romano come gesto di massa. Il saluto con il braccio destro sollevato non faceva parte infatti della consuetudine degli antichi romani che facevano ricorso alla comunissima stretta della mano destra. A svelare il clamoroso equivoco e' Sergio Bertelli, docente di storia moderna all'universita' di Firenze, nel libro di prossima pubblicazione ''Corsari del tempo. Quando il cinema inventa la storia'' (Ponte alle Grazie), che raccoglie centinaia di bugie storiche rilevate in oltre 300 film a partire dall'inizio del secolo.

Ed e' proprio al cinema che si deve l'accreditamento storico del cosiddetto saluto romano. Il gesto - ha evidenziato il professor Bertelli - compare infatti per tre volte nel film ''Cabiria'' del 1914, per il quale D'Annunzio fu il consulente letterario e il curatore delle didascalie. Al kolossal si ispiro', oltre che tanti registi per successivi film storici, anche Benito Mussolini che rimase folgorato da quella originale forma di saluto inserendolo nell'immaginario collettivo della ''classicita''' fascista.

L'osservazione di Sergio Bertelli viene confermata dallo storico dell'eta' romana Guido Clemente, preside della facolta' di lettere dell'universita' di Firenze e direttore della rivista ''Storia e dossier''. Nell'antichita' il saluto con il braccio destro alzato e il palmo della mano aperto - ricorda Clemente - era riservato esclusivamente agli imperatori e ai generali ma non era certo il modo comune di salutarsi. ''Anche se agli studiosi e' noto che il cosiddetto saluto romano era stato messo in auge dal fascismo - ha aggiunto - Bertelli ha il merito di aver evidenziato il ruolo importantissimo del cinema nel promuovere e nell'affermare un gesto specifico''.

(Sin/Pe/Adnkronos)