ELEZIONI: MARTINAZZOLI - NE' DI QUA, NE' DI LA'
ELEZIONI: MARTINAZZOLI - NE' DI QUA, NE' DI LA'

Roma, 10 mar. (Adnkronos) - Mino Martinazzoli, ospite della Confcooperative, bacchetta la sinistra che ''butta via il bambino e si tiene molto stretta l'acqua sporca'' rappresentata da Rifondazione Comunista, e la destra, ''erede della tradizione nazionalista che ha mandato gli italiani a combattere guerre senza scarpe lontano da casa''. Netta anche la contestazione a Berlusconi, ''un signore che ci parla di mercato, senza saperne nulla (magari sapra' di ipermercati) e ha costruito la sua fortuna proprio sulla assenza di mercato''. ''Una novita''' preoccupante. Tanto piu' che strepitose politologie ci hanno messo in guardia dalla contaminazione tra poltica e affari e ora vorrebbero convincerci che la risposta e' che non c'e' piu' la politica e bastano gli affari''.

Insomma, mette in chiaro ancora una volta il segretario del PPI, ''noi o di qua o di la' non andiamo''. ''Destra e sinistra sono due alternative che non ci piacciono. Sara' anche una posizione rischiosa - ammette - ma e' la nostra. Contesto l'obbligatorieta' del bipolarismo. Non si puo' fingere di essere in Gran Bretagna dove ci sono soltanto due partiti: qui c'e' una accozzaglia confusa di movimenti, partiti liquidati, dati per morti e resuscitati''.

Martinazzoli ha sottolineato la sua ''preoccupazione'' per il risultato del 27-28 marzo: ''Ho il timore che gli italiani vengano suggestionati da messaggi eccessivi e ingannevoli - osserva - Da 'questa' destra, visto che la gente ha bisogno di bandiere e vessilli claomorosi, oppure da una sinistra che dice di non essere piu' quella di prima, ma non ci dice che cosa e' adesso. Anche se il suo segretario va a trovare il segretario generale della Nato''. Confortato da Bobbio, che cita ampiamente, Martinazzoli, invece, rivendica ''la moderazione della medieta''' che ''altro non vuol dire che 'centro', parola disadorna di questi tempi, ma alquanto significativa''. (segue)

(Cor/Pe/Adnkronos)