IONESCO: ALBERTAZZI - UNA PERDITA PER L''INTELLIGHENZIA''
IONESCO: ALBERTAZZI - UNA PERDITA PER L''INTELLIGHENZIA''

Roma 28 mar - (Adnkronos) - Una ''grandissima perdita'' per l'''intellighenzia'' europea. Giorgio Albertazzi, commenta cosi' la scomparsa di Eugene Ionesco, il drammaturgo ottantaduenne autore di testi come ''La cantatrice calva'', ''I rinoceronti'', ''Il re muore''. Albertazzi, che aveva conosciuto Ionesco a Parigi, lo incontro' di nuovo quattro anni fa al Festival di Spoleto, in occasione della messa in scena de ''La lezione'', rappresentata dopo molti anni in Italia alla presenza dell'autore. Il regista dello spettacolo, interpretato da Albertazzi insieme a Laura Marinoni e Didi Perego, era Egisto Marcucci.

''Ionesco e' stato un grandissimo trasgressivo -afferma l'attore e regista- un autore che ha condotto al massimo livello la destrutturazione del linguaggio convenzionale. Di volta in volta amato e odiato dalla sinistra europea, si puo' considerare uno dei grandi promotori del teatro moderno e del superamento del teatro della 'chiacchiera'''. Per Albertazzi era da considerarsi comunque conclusa la stagione dei grandi testi teatrali dell'autore: ''Per la drammaturgia specialmente -afferma- c'e' una stagione limitata. Lui aveva smesso di scrivere.

''Dunque, dal punto di vista teatrale, la perdita e' assorbibile. Tuttavia e' una perdita per l''intellighenzia' europea, nel senso corretto e non deleterio del termine. Con Ionesco si ride e poi, in un certo senso, arriva una smorfia: e' un grottesco filosofico''.

(Val/Zn/Adnkronos)