IONESCO: MACCIOCCHI - IL RABELAIS DEL VENTISIMO SECOLO
IONESCO: MACCIOCCHI - IL RABELAIS DEL VENTISIMO SECOLO

Roma, 28 mar. (Adnkronos) - Il Rabelais del ventesimo secolo. Cosi' Maria Antonietta Macciocchi definisce il drammaturgo Eugene Ionesco, che ha cominciato a frequentare a Parigi agli inizi degli anni Ottanta in occasione della nascita del Comitato internazionale per l'Europa delle liberta', che raccoglieva personaggi del calibro di Raymond Aron, Francois Furet, Philippe Sollers e Bernard-Henry Levy. ''Un Rabelais non francese ma europeo che, con sbalorditiva ironia, sapeva raccontare l'attualita' attraverso deformazioni grottesche per mettere alla berlina difetti, vizi e vigliaccherie del genere umano'', ha precisato l'intellettuale, l'unica italiana ad essere stata insignita della Legione d'onore della Repubblica francese.

Sul contrastato successo di cui l'autore della ''Cantatrice calva'' ha goduto in Francia e in Europa, Maria Antonietta Macciocchi ha parlato di ''colleghi gelosi''. ''Comunque non si tratta tanto di diffidenza - ha precisato - quanto di dolce separazione nei confronti di una classe intellettuale con cui aveva fatto un pezzo di cammino. La capacita' di Ionesco era quella di rimettere tutto in causa con sole due battute, anche la sua stessa condizione umana. Lui ha continuato a scavare in quel filone religioso che tanti altri scrittori e autori teatrali non hanno saputo o voluto affrontare''.

Quanto all'accusa che alcuni settori dell'intellighenzia gauchiste avevano mosso ad Eugene Ionesco di ''essere di destra'', la Macciocchi ha precisato: ''Di destra? Ma non scherziamo, era solo un grande spirito libero. Del resto e' un vecchio vizio della gauche ufficiale bollare come avversari tutti coloro che non erano allineati. Ripeto, era solo uno spirito libero, che scatenava il suo torrente dell'ironia per rimettere in dubbio gli equilibri consolidati, tanto piu' se di carattere politico''.

(Pam/Pe/Adnkronos)