I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (3): L'INTERNO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (3): L'INTERNO

Arcore. ''Non stiamo scherzando''. Lo ha ribadito questo pomeriggio il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi dalla sua villa di Arcore dove ha incontrato una rappresentanza del Partito Radicale. In un veloce incontro con i giornalisti Berlusconi ha precisato che nessuna decisione e' mutata rispetto a quelle prese ieri, sottolineando quindi di restare ''in attesa delle decisioni del presidente della Repubblica Scalfaro''.

Roma. La prima occupazione della Lega sara' quella di dar vita ''ad un governo costituente che porti l'Italia in Europa attraverso il federalismo. Mi sembra chiaro che lo stop di ieri non possa e non debba fermare l'attivita' politica delle Lega''. E' l'ultima proposta fatto da Roberto Maroni, capogruppo della Lega. La prima fase della XII legislatura sara' ''costituente in modo di dar vita alle riforme costituzionali. Percio' credo utile e necessario cercare la piu' vasta maggioranza possibile che non coincidera' poi con la maggioranza di Governo. Sono due cose distinte: scrivere la nuova costituzione federale non puo' essere affare della sola maggioranza governativa. Ad essa debbono partecipare tutte le forze che vogliono il federalismo''.

Roma. ''Ora siamo alla pre-tattica: la Lega fara' 3 o 4 incontri sul Federalismo, senza problemi se vorra' incontrare anche noi e concluso il suo giro di valzer saremo capo a dodici. Poi, finalmente, dall'inizio della prossima settimana comincera' la vera fase delle trattive: per fortuna questa volta il teatrino ha tempi scadenzati dal calendario. Il 15 aprile si comincia a votare...''. Gianfranco Fini usa i toni della prudenza sull'iniziativa assunta dalla Lega Nord per dare al paese un 'Governo costituente'. E, sul tema, invita a guardare i contenuti piu' che le formule. ''Che esista una formula di Governo 'costituente' e' certamente opinabile, semmai costituente e' il Parlamento''. ''E' invece certamente legittimo e coerente -dice Fini- che la Lega voglia mettere al primo punto quello che e' sempre stato il suo vessillo: il Federalismo''.

Roma. Non e' piu' tempo di risse e litigi. Il Paese ha bisogno di un Governo che, dopo le promesse elettorali, affronti subito i problemi concreti e reali delle imprese. Di fronte all'impasse della situazione politica, le categorie e associazioni imprenditoriali ''scalpitano'' e dicono a chiare lettere di non gradire le diatribe aperte tra le forze vincitrici delle elezioni. A scendere in campo sono oggi in molti. Preoccupate, allarmate, persino ''irritate'', si levano, dalla Confagricoltura alla Confartigianato, dalla Lega delle cooperative alla Confcommercio, le voci che chiedono un ''Governo che governi''. (segue)

(Dis/Gs/Adnkronos)