INDUSTRIA CONCIARIA: MANCA LA MATERIA PRIMA, RISCHIO DI CRISI
INDUSTRIA CONCIARIA: MANCA LA MATERIA PRIMA, RISCHIO DI CRISI
50 MILA POSTI DI LAVORO IN PERICOLO

Roma, 6 apr. - (Adnkronos) - L'industria conciaria italiana, che fattura 7.600 miliardi di lire e occupa 23 mila addetti, rischia la piu' grossa crisi degli ultimi anni per la mancanza di materia prima. Il grido d'allarme viene dall'Unione nazionale degli industriali conciatori che denunciano l'eccessivo protezionismo che da qualche tempo stanno attuando i paesi esportatori di pelli grezze, a cominciare dalla Polonia che dal 1992 ha introdotto un limite elevatissimo alla quantita' di merce esportabile.

In una allarmata mozione al governo italiano e alla Commissione di Bruxelles, l'Unione conciaria ha inoltre sottolineato il mancato inserimento del settore nelle trattative dell'Uruguay Round, che percio' rimane privo di qualsiasi regola di mercato. L'esempio della Polonia sta per essere seguito anche dagli altri paesi dell'Est: ''tutto l'Est europeo - dice una nota dell'Unione conciaria - e' un fornitore importante di materia prima, che paralizzerebbe il lavoro in Italia se divenisse protezionista''.

Cattive notizie giungono anche dalle altre aree produttrici, Sud America e America Centrale, che dopo il varo dei loro mercati comuni, il Mercosur e il Nafta, risulteranno prevedibilmente piu' avari nelle offerte di pelli grezze. Le conseguenze sarebbero catastrofiche per l'industria conciaria italiana, che nel '93 ha aumentato del 30 pc l'esportazione, e anche per l'industria nazionale delle calzature, dei salotti e della pelletteria in genere che rappresentanto 13.000 miliardi di esportazioni. Una eventuale crisi del settore conciario, secondo i calcoli dell'Unione di settore, metterebbe a rischio 50 mila posti di lavoro nella Comunita' europea, che diventano 160.000 con quelli dei settori utilizzatori.

(Red/As/Adnkronos)